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Ecco cosa c’è dietro il billboard ‘Advertising Sucks’ in piazza San Babila a Milano

Si chiama “The Shared Billboard” l’operazione di lancio di _sucks, neonato brand lifestyle di Dude Things. Il progetto, un’affissione condivisa, ha coinvolto start-up, piattaforme di innovazione, fino a piccoli esercizi commerciali di periferia, uniti nella realizzazione di un costoso sogno comune: avere il proprio messaggio e la propria immagine sulla prestigiosa affissione digitale di Piazza San Babila, a Milano.

The Shared Billboard, che sarà in programmazione da lunedì 12 fino a domenica 18 luglio, con 900 passaggi al giorno, “non è solo un esempio di economia collaborativa, ma contiene un messaggio culturale, una vera e propria parodia della stessa pubblicità canonica: Advertising sucks è un messaggio cinico e contraddittorio, che stimola la riflessione sui meccanismi della pubblicità”, spiega l’agenzia in una nota.


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Firma dell’operazione è Dude Things, consumer goods and lifestyle brands company del gruppo Dude che presenta con questa campagna la prima t-shirt “Advertising sucks” e promette nel tempo, grazie al messaggio “sucks” rivolto ad altre industries, “di smascherare sempre più ipocrisie. Veri e propri statement, affidati a t-shirt, che intendono provocare brand, personaggi e il loro sistema di valori, mettendone in luce la contraddittorietà”. Prossimi obiettivi del brand: Fashion sucks e Design sucks.

Insieme a _sucks, quattro i supporter principali dell’operazione: Helbiz kitchen, BOOM, Pedigreender, Smartway. Tutti accomunati dall’essere una novità sul mercato, con The Shared Billboard hanno avuto la possibilità di essere in affissione con un proprio messaggio personalizzato, dissacrando il loro settore di riferimento, per esaltarne allo stesso tempo il valore: DatingApp sucks, FoodDelivery sucks, FashionPhotography sucks, RemoteWork sucks.

L’operazione è stata anticipata nelle due settimane precedenti da attività di teasing e da un’intensa campagna social, con l’obiettivo di coinvolgere brand, piccole realtà fino al singolo cittadino, ad acquistare la propria parte di billboard sulla piattaforma thesharedbillboard.com: una vera campagna di crowdfunding con diverse fasce di prezzo corrispondenti a una proporzionata visibilità.

Fonte: engage.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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