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È una Juve da zero tiri in 86’, ma Cuadrado è il salva-Max. Come quella volta del 2015…

Il colombiano segnò il gol vittoria anche allo scadere del derby da cui iniziò la serie di 15 successi di fila di sei anni fa: “Il ritiro ogni tanto ci sta, siamo una famiglia. Ma ora basta parole…”

Due partite di fila senza partire titolare, non per motivi fisici o squalifiche, a Juan Cuadrado non succedevano da un campionato fa, giornata numero 13 e 14, Parma e (guarda caso) Fiorentina. Neanche entrato martedì con lo Zenit, Allegri ha messo mano a quell’assetto offensivo che sembrava aver funzionato così bene coi russi, ma ha tolto Bernardeschi non per mettere il colombiano, bensì Rabiot. Quando a 12’ dalla fine Juan è entrato al posto del francese, ha detto la sua su quella scelta. Cuadrado ci è abituato: raccontano i dati Opta che in 16 occasioni in cui il colombiano ha segnato, 15 volte quel giorno la Juve ha vinto. Il siluro di Cuadrado resta negli occhi, ma non cancella una partita in cui è stato il secondo gol nello specchio della porta, il primo era arrivato cinque minuti prima con Chiesa e anche la traversa, con cui ancora quel satanasso di Chiesa aveva provato a sbloccare la partita, non era arrivata prima del 77’. Zero finché la partita è stata undici contro undici, per 73 minuti.

COME NEL 2015

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Il lampo al 91’ di Cuadrado, infilando Biraghi e Terracciano, ha evitato che la Juve scrivesse un altro record negativo, quello della peggior partenza dell’era dei tre punti: col suo gol oggi se ne ritrova 18 dopo 12 giornate, eguagliando (ma almeno non peggiorando) il 1998-99 e quel 2015-16 da cui proprio non si riesce a staccarsi. E occhio al déjà-vu: qual è il gol di Cuadrado più indelebile nell’iconografia juventina, forse perché anche quello al 90’? Derby di Torino, 31 ottobre 2015, proprio quel 2015-16: 2-1 con un tap-in sul secondo palo di un cross dalla sinistra di Alex Sandro. Undicesima giornata allora, dodicesima oggi. Specifica importante: la Juve ci arrivava a -3 in classifica, nella parte destra, con 12 punti dopo dieci giornate; quel gol ha fatto scattare il clic, dando nel derby della Mole la prima di 15 vittorie di fila e 25 in 26 partite che hanno fatto la storia. Irripetibile, chiaro. Ma la suggestione della memoria è forte.

ESSERE PRONTI

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“Per noi che entriamo dalla panchina era importante essere pronti – ha commentato a fine partita Cuadrado a Dazn -. Questa squadra ogni volta dimostra di essere la Juve, dobbiamo continuare a crescere e continuare ad avere questo atteggiamento in ogni partita”. Sulle difficoltà a fare gioco commenta: “Abbiamo giocato contro una grande squadra, la Fiorentina ha un bel palleggio, ma si deve sempre difendere bene per attaccare meglio. Sono contento della vittoria, ora continuiamo su questa linea”. Ha fatto bene il ritiro? “È stato molto importante, penso che ogni tanto ci sta: siamo una squadra molto unita ma questo ci unisce di più, siamo una famiglia e dobbiamo continuare a lottare per il compagno e per la squadra”. Come si vive così lontani dalla lotta scudetto? “Ogni volta entriamo in campo con quella voglia e provare a starci. Ma non si deve parlare, solo lavorare e provare a starci più vicini possibile”.

LA SETTIMA VOLTA

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Dopo l’abbaglio Zenit, il successo sulla Fiorentina ha avuto il sentore del ritorno dell’allegrismo uguale a sé stesso: retta sulle giocate dei singoli, stavolta difettando nel cercare Dybala per inventare tra le linee, è la settima partita stagionale (cinque in campionato) vinta con un gol di scarto, cinque per 1-0 compresa la Champions. In questo momento la dimensione della Juve è questa. Allegri sta cercando solidità e vuole aumentare fiducia e autostima del gruppo, stavolta minata anche ai guai fisici last minute di Bonucci, Chiellini e Szczesny. Sapendo che non è il miglior gioco che la Juve può fare, ma ha scelto questo modo per inseguire quella continuità di rendimento che renda la squadra più serena. Impossibile pensare che sia una sosta allegra potenzialmente a -16 dalla vetta. Ma per come era andata fino al 90’ poteva essere peggio.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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