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e-Fuel, la benzina sintetica che salverà i motori endotermici

e-Fuel, la benzina sintetica che salverà i motori endotermici | MotorLabs


















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La transizione delle flotte verso l’elettrico è iniziata ormai da diverso tempo e sono numerosi i produttori che hanno scelto di abbracciare questo sistema propulsivo anche in anticipo rispetto alla tabella di marcia imposta dall’Unione Europea. Prima dell’elettrico arriverà il turno dell’Euro 7, un nuovo ciclo di omologazione definito da tutti i grandi marchi come troppo severo e restrittivo. L’elettrico sarà, in futuro, l’unica soluzione propulsiva? Sì, ma forse; potrebbe “fare il suo ritorno” l’idrogeno, una tecnologia disponibile da diverso tempo ma scarsamente implementata a causa della difficoltà di approvvigionamento.

L’elettrificazione da sola non basta a perseguire l’obiettivo della decarbonizzazione del settore dei trasporti, ma diventa altrettanto importante investire su soluzioni alternative, come i carburanti sintetici, in grado di offrire una proposta “ponte” al pari dei motori ibridi attuali. Di questo ne è pienamente convinta Porsche che, attraverso le parole dell’Amministratore Delegato Oliver Blume, ha evidenziato le varie strade che la casa di Stoccarda sta seguendo per raggiungere l’obiettivo della neutralità dal carbone attesa per il 2030.

L’AD, in occasione dell’inaugurazione del Porsche Experience Center dell’Autodromo di Franciacorta, ha spiegato come l’azienda stia investendo anche sugli e-Fuel. Porsche non è naturalmente l’unica casa interessata a soluzioni alternative; ad esempio, Toyota, azienda pionieristica dell’elettrico, ha deciso di investire cospicue cifre sull’idrogeno. L’intenzione di Porsche è quindi quella di posticipare, più a lungo possibile, il pensionamento dei propulsori endotermici facendo da apripista per tutto il gruppo Volkswagen.

Cosa sono gli e-Fuel?

SynFuel è la parola composta formata da due termini inglesi: synthetic e fuel. La traduzione in italiano è piuttosto semplice e spesso vengono definiti come carburante sintetici o e-Fuel. Si tratta di carburanti sintetici o biogeni che rilasciano una quantità di CO2 limitata rispetto alle controparti attualmente a disposizione. Un’auto alimentata con e-Fuel emette CO2 localmente, ma solo nella stessa quantità immagazzinata nel carburante per la sua produzione. Naturalmente, l’energia richiesta per la produzione deve provenire da fonti rinnovabili prive di CO2. La formula ancora allo studio prevede l’eliminazione di CO2 e idrogeno, per una produzione interamente realizzata attraverso fonti rinnovabili. Il risultato finale dovrebbe essere un liquido che, nel processo di combustione, non emetta gas inquinanti, almeno in teoria.

Qual è il futuro?

Il campo di applicazione e utilizzo degli e-Fuel spazia dalle vetture stradali sino al settore del motorsport, passando anche per le auto del passato che, ora come ora, possono circolare esclusivamente in alcuni periodi dell’anno. Secondo Blume, sarà possibile far funzionare una quantità enorme di Porsche datate ancora in circolazione. Inoltre, a differenza dell’elettrico, il costo dei carburanti sintetici appare più allineato rispetto alle attuali soluzioni; ad oggi un litro di e-Fuel costa circa 10 dollari, in futuro con tutto a regime potrebbe scendere a 2 dollari e diventare quindi molto più accessibile.

Tra i progetti avviati, quello di Porsche è sicuramente il più avanzato e le prime applicazioni potrebbero arrivare già del 2022. Uno dei più grandi benefici apportato dai carburanti sintetici è la loro piena compatibilità con i motori a combustione; in sostanza, i propulsori della casa di Stoccarda non dovranno subire un processo di adeguamento ma sono già compatibili allo stato attuale. Una novità davvero interessante che consente a Porsche di risparmiare una notevole quantità di tempo e denaro dedicata alla riprogettazione di eventuali propulsori. Un esempio concreto è rappresentato dalla nuova Porche 911 GT3 Cup: una vettura da corsa in grado di funzionare anche con carburanti sintetici, riducendo in modo significativo le emissioni di CO2 anche in gara.

Lo stabilimento in Cile

In collaborazione con Porsche e altri marchi, Siemens Energy ha deciso di avviare un progetto pilota per la realizzazione del primo impianto integrato al mondo per la produzione su larga scala di carburanti sintetici neutri dal punto di vista climatico. Le prime informazioni suggeriscono che lo stabilimento sarà in grado di produrre 130mila litri di e-Fuel già nel 2022. Previsto un ampliamento successivo in due fasi; il primo di 55 milioni di litri entro il 2024 e, il secondo, di 550 milioni di litri entro il 2026.

Il Cile si è posto obiettivi ambiziosi come parte della strategia energetica nazionale: il target è produrre idrogeno verde (generato da fonti rinnovabili) più economico del mondo e trasformare il Paese in uno dei principali esportatori, inclusi i carburanti sintetici. Il progetto sfrutta la grande ventosità della zona, un elemento perfetto per generare energia eolica a basso costo. Il funzionamento dell’impianto si basa su due fasi: nella prima gli elettrolizzatori suddividono l’acqua in ossigeno e idrogeno verde, successivamente la CO2 viene filtrata dall’aria e combinata con l’idrogeno verde per produrre e-Fuel.

Non solo all’estero

Anche l’italianissima Eni è al lavoro per sviluppare nuovi carburanti sostenibili a base di oli vegetali idrogenati, capaci di ridurre le emissioni tra il 60 e l’80% nelle fasi di combustione. Eni conferma quindi l’intenzione di voler rendere, sotto il punto di vista ambientale, meno inquinante il settore della raffinazione. Poche le informazioni a disposizione al momento, non sono state condivisi dettagli riguardante la produzione.



Fonte: tomshw.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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