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È freddo? Niente paura Lo sport ora si fa all’aperto

Se c’è un aspetto che questo Covid ha migliorato è sicuramente la riscoperta della natura da parte di tante persone che, evidentemente, in precedenza passavano poco tempo all’aria aperta. Finito il linciaggio dei “runner” ai quali durante il primo lock-down la gente gridava dalle finestre, perché ormai è diventato chiaro che fare sport correndo da soli non può essere fonte di contagio, è esplosa la voglia di continuare a fare attività fisica all’esterno. Con le palestre chiuse e la nausea del divano che…

Se c’è un aspetto che questo Covid ha migliorato è sicuramente la riscoperta della natura da parte di tante persone che, evidentemente, in precedenza passavano poco tempo all’aria aperta. Finito il linciaggio dei “runner” ai quali durante il primo lock-down la gente gridava dalle finestre, perché ormai è diventato chiaro che fare sport correndo da soli non può essere fonte di contagio, è esplosa la voglia di continuare a fare attività fisica all’esterno. Con le palestre chiuse e la nausea del divano che avanza, gli istruttori si sono ingegnati: la cosa sorprendente è la risposta ricevuta, non solo dai giovani. Il gruppo che frequenta l’Asd Sport Flower, persone di mezza età, in prevalenza donne, che in era pre-Covid faceva ginnastica nelle palestre comunali, non si accontenta più delle lezioni online sulla piattaforma Zoom, con gli esercizi nel salotto di casa seguendo l’insegnante sullo schermo. E così Margherita Lucarini le ha accontentate: “Due volte a settimana alle 14.45, per non finire al buio, ci riuniamo al camposcuola di via Respighi. Abbiamo cominciato a maggio, subito dopo il lockdown – racconta Lucarini –, e da allora avremo saltato al massimo un paio di allenamenti per pioggia. Saremo al campo anche lunedì (oggi per chi legge, ndr) per smaltire i pranzi natalizi. Verrebbero tutte all’aperto, ma ci riesce solo chi in quella fascia oraria non lavora. Sono entusiaste di fare movimento all’aperto: massimo rendimento, grazie ad una migliore ossigenazione e innalzamento delle difese immunitarie. Tanto che mi hanno chiesto di continuare anche il prossimo anno quando l’emergenza sarà finita: non vogliono rientrare più!”.

Se le 50enni sono cariche, figuriamoci i bambini, troppo spesso relegati in casa, propria o degli amici, senza più il gusto di giocare all’aperto come una volta. I Bees hanno rilanciato il campo della Nike in zona Cinque Torri per i più grandi mentre i più piccoli utilizzano il campetto della parrocchia San Carlo, a Pantano. “Abbiamo avuto un ottobre bellissimo – racconta il dirigente della società cestistica, Graziano Sartini – così è stato facile cominciare sotto il sole, poi a novembre quando è arrivato il freddo i bambini si sono adeguati: vengono con le calzamaglie, il cappuccio della tuta e via. Non possiamo giocare cinque contro cinque, ma abbiamo inventato tanti esercizi individuali da svolgere come se fossero giochi di squadra e ora si divertono come i matti, oltre alla preparazione atletica che non fa mai male. Le mamme? Sono contentissime, vista la reazione dei loro figli, diventati più resistenti”.

Elisabetta Ferri

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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