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Dubai, trecento studenti bloccati in quarantena: «Oltre 100 positivi, ragazzi nel panico»

Trecento ragazzi, anche quattordicenni, bloccati in quarantena in un residence a Dubai. «Sono nel panico, spaventati, speravano di tornare a casa dai genitori che ora, dall’Italia, ci chiedono aiuto» racconta una operatrice. I positivi sono 110, anche 15 accompagnatori, tutti per fortuna senza sintomi o al massimo con qualche linea di febbre e niente più. Ma c’è lo spettro di dovere restare fino a due settimane in attesa che si creino le condizioni per il rientro in Italia.

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Italiani bloccati, i precedenti

Si allunga la lista degli italiani bloccati all’estero perché positivi o contatti stretti di persone contagiate. Il nuovo caso è fuori dai confini europei, a Dubai, dove sono prigionieri nelle loro stanze i 300 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti da tutta Italia che facevano parte di un viaggio di studio rivolto alle famiglie di dipendenti pubblici e organizzato dall’Accademia Britannica. Poiché prima di partire dagli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, tutti si erano sottoposti al controllo del tampone molecolare, è molto probabile che il contagio sia avvenuto a Dubai, dove i ragazzi frequentavano un corso di inglese. Proprio le scuole di lingue all’estero, una esperienza straordinaria per i giovanissimi in tempi normali, si stanno rivelando un problema dal punto di vista epidemiologico. Attualmente ci sono 150 italiani bloccati a Malta, sempre per la stessa situazione: sono positivi o sono contatti di persone contagiate; tra di loro 80 minorenni che erano nell’isola per un corso d’inglese e che sono ora in isolamento nelle stanze di un hotel a causa del contagio di una parte del gruppo. Le autorità di Malta hanno deciso di chiudere tutte le scuole di inglese. 

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Ma cosa è successo a Dubai? Racconta l’operatrice che si trova in quarantena e che via WhatsApp tenta di assistere i ragazzi, tutti chiusi nelle rispettive stanze, e allo stesso tempo prova a rassicurare i genitori che chiedono aiuto dall’Italia: «Solitamente questo viaggio per studiare inglese ha come destinazione la Gran Bretagna, ma a causa del numero di contagi molto alto nel Regno Unito, è stata scelta Dubai, dove c’è una ottima scuola, con insegnanti madre lingua. Siamo arrivati il 30 giugno e tutti abbiamo fatto un tampone molecolare». L’esperienza a Dubai va bene, si alternano le lezioni di inglese alle visite alla città, dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo, al suk, dai ristoranti ai grandi centri commerciali. Ovunque si deve indossare la mascherina, «c’è attenzione alla sicurezza». Ma forse proprio nella visita al mercato qualcuno viene contagiato e in un gruppo come quello formato da centinaia di ragazzi che frequentano lo stesso corso di inglese, il virus trova praterie per la trasmissione rapida. I primi ragazzi cominciano ad avere la febbre a inizio settimana, vengono eseguiti i tamponi e il numero dei positivi supera quota 100, infettati anche alcuni operatori che avevano completato il percorso vaccinale. Per fortuna, comunque, tutti stanno bene. 

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L’appello della Farnesina

Ieri la Farnesina ha rivolto un appello a tutti gli italiani: «Viaggiare all’estero in questo momento può comportare un rischio di carattere sanitario e nel caso in cui si risultasse essere positivi al test per il coronavirus o contatti di una persona positiva vanno seguite le norme disposte dalle autorità locali». Il Ministero degli Esteri «raccomanda di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi al Covid».

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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