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Dpcm, i no delle Regioni al governo: ristoranti aperti fino alle 23 e tamponi solo ai sintomatici

È uno scontro aperto sul nuovo dpcm tra Conte e i governatori. Questo ultimi si oppongono alla chiusura dei ristoranti e dei locali alle 18, così come previsto dalla bozza elaborata da Conte e dai ministri e chiedono anche che da ora in avanti ai tamponi vengano sottoposti solo i pazienti con sintomi, cosa che farebbe calare enormemente il numero dei positivi. le richieste sono contenute in una lettera (clicca qui per vedere il Pdf) inviata dal presidente della conferenza delle Regioni, il governatore dell’Emilia Stefano Bonaccini al premier.

Le osservazioni messe nero su bianco sono in sintesi le seguenti: estensione della didattica a distanza al 100% per scuole superiori e università (il governo si fermava al 75%); destinare i tamponi ai sintomatici e ai contatti familiari stretti «al fine di rendere sostenibile il lavoro delle ASL/Regioni in tempo di emergenza riducendo il carico di lavoro dovuto alle difficoltà nel contact tracing»; prevedere l’orario di chiusura di ristoranti alle 23 e i bar alle 20 con il solo servizio al tavolo (il governo voleva lo stop alle 18); tenere aperti gli impianti sciistici; prevedere la chiusura nei weekend dei centri commerciali con eccezione per prodotti alimentari e farmaceutici. La lettera chiede infine di «valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri etc.,anche valutando i dati epidemiologici di riferimento», quindi evitando uno stop generalizzato su tutto il territorio nazionale. Altro punto, quest’ultimo, che faceva parte della bozza del dpcm del governo.

24 ottobre 2020 (modifica il 24 ottobre 2020 | 22:05)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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