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Dolori intercostali: l’esperto spiega sintomi, rimedi e quali sport li causano

Il professor Stefano Zaffagnini ha spiegato a Gazzetta Active le caratteristiche di un problema molto comune anche nel mondo dello sport, ma spesso sottovalutato

Francesco Palma

I dolori intercostali sono un problema molto frequente, caratterizzato dalla la varietà di cause che possono provocarlo e dalla difficoltà nel distinguerli rispetto ad altre problematiche con sintomatologia simile. Sono molto frequenti anche nel mondo dello sport, a causa degli sforzi e dei traumi ai quali è sottoposto chi fa attività fisica. Il professor Stefano Zaffagnini, direttore del centro di Traumatologia dello Sport dell’Istituto Rizzoli di Bologna, ha spiegato a Gazzetta Active quali sono i sintomi più comuni dei dolori intercostali, i possibili rimedi e in quali sport sono più frequenti.

Dolori intercostali nello sport

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“Le costole sono connesse tra loro dalle fibre muscolari e dai muscoli intercostali, che sono importanti perché seguono il movimento della cassa toracica e della schiena: spesso gli si da poco peso, ma sono molto importanti. Il dolore può sopraggiungere quando ci sono grosse escursioni della cassa toracica: ad esempio nella pallavolo il gesto tecnico della schiacciata può portare a dei movimenti della cassa toracica che originano i dolori intercostali. Allo stesso modo possono esserci in sport dove sono richiesti sforzi elevati come il sollevamento pesi. Ovviamente i dolori intercostali possono sopraggiungere anche negli sport di contatto e soggetti a traumi, dalla boxe fino al calcio e al basket, o in sport dove si è soggetti a cadute come l’equitazione e il ciclismo” spiega il professor Zaffagnini.

Dolori intercostali: come si curano

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“Il trattamento è simile a quello delle fratture costali. In questo caso bisogna trattare prima il dolore, che può causare difficoltà nel movimento. È bene seguire un periodo di riposo di circa 7 giorni, accompagnato da attività di rilassamento, di scioglimento muscolare e di massaggio, dopo i quali riprendere gradualmente l’attività fisica per arrivare – dopo circa 20 giorni – a riprendere senza problemi l’attività canonica. In casi più importanti si possono usare laser e ultrasuoni per favorire la guarigione, e si può fare un’ecografia per controllare non ci siano ematomi, che nel caso potrebbero essere aspirati, ma in questo caso ci si riferisce più a eventi traumatici”. Per quanto riguarda la prevenzione, invece, Zaffagnini spiega che le soluzioni non sono tantissime: “Sono eventi difficili da prevenire: si può fare dello stretching a livello di schiena e torace e degli allenamenti defaticanti che possano evitare il sovraccarico”.

Come distinguere il dolore intercostale da altri problemi

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Trattandosi di un tipo di dolore molto frequente anche in altri infortuni o patologie, non sempre è facile capire di cosa si tratta: “Il dolore è simile a quello di una frattura costale, in quel caso bisogna fare un’ecografia ed eventualmente una lastra per capire di cosa si tratta. Se il dolore è localizzato a livello posteriore può confondersi addirittura con un problema di colicisti: in questo caso bisogna fare una valutazione più accurata del paziente, bisogna stare attenti e non prendere questi dolori sottogamba, altrimenti l’errore è dietro l’angolo. Allo stesso modo, il dolore è simile a quello che sopraggiunge quando c’è una lesione della pleura o un afflosciamento del polmone, soprattutto nei pazienti più fragili, mentre è più difficile che avvenga negli sportivi” conclude il professore.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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