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Dl Green pass in aula alla Camera. Oggi incontro aziende-sindacati

Il Green pass obbligatorio da ottobre per dipendenti pubblici e lavoratori di bar, ristoranti e palestre


Sei ore di discussione generale sul decreto Green pass che è approdato in aula alla Camera alle 10. Sono in tutto 12 gli iscritti a parlare con un tempo massimo di 30 minuti ciascuno. Fratelli d’Italia è in lista con 5 interventi.  

Il testo, tra le altre cose, proroga la validità della certificazione verde da 9 a 12 mesi. 

“C’è il tema della gratuità dei test salivari che è rimasto aperto e che mi auguro possa essere affrontato nei prossimi provvedimenti”, ha detto il relatore del Dl Green pass Luca Rizzo Nervo (Pd).

A quanto si apprende a Montecitorio, si ragiona sulla possibilità che domani il governo ponga la fiducia sul testo. 

Sul Green pass a Roma è in programma incontro Confindustria -sindacati.

Il pass sarà obbligatorio da ottobre per dipendenti pubblici e lavoratori di bar, ristoranti e palestre

Paolini (Lega): no problemi a governo ma voce a chi perplesso su obbligo
“In commissione come Lega abbiamo presentato degli emendamenti per correggere alcune storture e soprattutto evitare che il provvedimento diventasse l’ennesimo strumento di divisione. A differenza del messaggio che sta passando la Lega non sta creando problemi al Governo sull’applicazione del Green pass ma dando voce alle perplessità di una parte dei cittadini che chiedono che non vi sia l’obbligo di vaccinarsi e questo non significa giustificare in alcun modo le minacce e le violenze che condanniamo fermamente. Ma affrontare la discussione sull’obbligo nelle sedi più opportune e il Parlamento è la sede opportuna”. Lo dice il deputato della Lega Giuseppe Paolini intervenendo nell’aula della Camera sul decreto Green pass.

“Noi siamo e resteremo sempre leali a questo Governo ma non nascondiamo la polvere sotto il tappeto non porre all’interno della maggioranza questione e problematiche che vivono quotidianamente i nostri concittadini”, aggiunge.

Romano (Pd): alternativa sono le chiusure 
“Esiste un’alternativa al Green Pass? Certo che l’alternativa esiste. E si chiama ritorno alle chiusure, si chiama vittoria del Covid”. Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera sul dl Green Pass, Andrea Romano, deputato Pd.
 
“E chi davvero, e in buona fede, si batte perché l’Italia superi definitivamente l’emergenza Covid non può che accogliere positivamente l’utilizzo del Green Pass, così come non può che auspicare che la campagna vaccinale proceda speditamente e senza ostacoli. Lo sanno meglio di noi gli operatori economici, di qualunque settore, lo sanno meglio di noi tutti coloro che hanno avuto un danno dall’emergenza Covid e che vogliono fortissimamente che non vi siano più le chiusure e le limitazioni che hanno imposto tanti dolorosi sacrifici”.

“Lo dimostrano gli undici comuni siciliani dove si è tornati alla zona arancione, con chiusure e coprifuoco. È per questo che l’unica politica seria e responsabile è quella che promuove vaccini e uso del green pass”, conclude.

 “Sui tamponi dobbiamo intenderci. Il tampone non può essere un’alternativa al vaccino. Non si può contrapporre il tampone al vaccino se non mettendo in discussione l’efficacia del vaccino stesso. Pretendere che un italiano che paga le tasse paghi la gratuità del tampone a chi non vuole,e vaccinarsi è una pretesa ingiusta oltre che sbagliata”,  dice il deputato Pd Andrea Romano intervenendo nell’aula della Camera sul decreto.

Una settimana cruciale
Dall’estensione del Green Pass all’obbligo vaccinale, dallo smart working alla scuola, prende il via oggi una settimana decisiva sulle norme anti-Covid, in vista di un nuovo imminente decreto che sarà varato per la ripresa a pieno ritmo delle attività produttive.

GREEN PASS – A metà settimana, probabilmente giovedì, si terrà una cabina di regia per portare avanti l’obbligo del certificato verde cominciato il 6 agosto scorso con ristoranti, bar e cinema.

La discussione sull’allargamento ad altri settori, ormai dato quasi per certo, sarà uno dei temi principali all’ordine del giorno. In cima alla lista dei settori che potrebbero essere coinvolti dall’obbligatorietà ci sono i dipendenti pubblici o comunque chi ha un contatto col pubblico. Si parlerà poi anche degli autisti del trasporto pubblico, ma anche degli addetti alle mense scolastiche o dei lavoratori delle aziende private. Già oggi c’è un incontro tra Confindustria e sindacati, con questi ultimi che anche oggi hanno ribadito di essere favorevoli alla vaccinazione obbligatoria.

VACCINI – Con alcune regioni che hanno ormai aperto le somministrazioni senza prenotazioni, la campagna procede spedita verso l’80% della platea vaccinata. Un obiettivo che, con ogni probabilità, dovrebbe essere raggiunto entro la fine del mese. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, avverte: “O si rafforza ancora la campagna vaccinale, o si è costretti a immaginare che a un certo punto bisognerà usare misure del passato”. A tenere banco è, ovviamente, la discussione sull’obbligatorietà. Lo stesso Speranza ribadisce che “se difesa del diritto alla salute e necessità di evitare nuove privazioni di libertà ci dovessero portare a questa soluzione, certo non ci spaventeremo e non ci fermeremo”. L’obbligo è un'”estrema ratio” per il leader del M5S, Giuseppe Conte.

SMART WORKING – Altro tema caldo è anche quello dello smart working. Il ministro Renato Brunetta annuncia che “non sarà abolito” ma “è auspicabile che resti per una quota fino al 15%”. Da definire anche una piattaforma informatica e quelle che lo stesso ministro chiama le “regole del gioco” contrattuali per disconnessione, produttività e risultati. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, chiede invece che lo smart working venga regolamentato attraverso i contratti nazionali per preservare i diritti del lavoratori.

SCUOLA – Oggi è suonata la prima campanella a Bolzano. Archiviati gli esami di riparazione, sarà questo il primo vero test sulla ripresa della scuola e sull’obbligo del Green pass per docenti e personale d’istituto.

Questa settimana servirà anche per mettere a punto le nuove regole in aula come quella, annunciata dal ministro Bianchi qualche giorno fa ma ancora molto controversa, della possibilità di abbassare le mascherine nelle classi con tutti gli studenti vaccinati. Anche di questo si discuterà quasi sicuramente nella cabina di regia, anche se un piano scuola, concordato con le Regioni, è già stato redatto e varato.

NUOVI COLORI – La nuova settimana potrebbe portare importanti novità anche per le colorazioni delle regioni. Dopo un’estate passata in totale bianco, Sardegna e Calabria rischiano di raggiungere la Sicilia in giallo. In quel caso tornerebbe l’obbligo delle mascherine all’aperto e alcune restrizioni per bar e ristoranti, soprattutto al chiuso. Eventuali decisioni saranno comunque prese dopo i dati del monitoraggio del venerdì ed entrerebbero in vigore il lunedì successivo. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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