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Djokovic: ”La finale con Berrettini? Perchè no?”

Un’altra finale con Matteo Berrettini? “Perché no”.

Novak Djokovic non esclude di giocarsi le Atp Finals contro il tennista italiano, col quale nel pomeriggio si è allenato due ore al Pala Alpitour.

“Mi sento bene. Dopo gli Us open mi sono preso un po’ di tempo e ho recuperato – dice il n.1 del ranking mondiale – Ho ricominciato molto bene a Parigi, la settimana scorsa ho vinto lì contro Medvedev in finale. Ora sono fiducioso che vada tutto bene: speriamo di poter mantenere questo ritmo”.

”Nel 2021 non ho giocato tanto come  in altri anni, ma ho disputato diversi eventi mentalmente ed  emozionalmente più complessi da gestire. Mi hanno richiesto un grande  dispendio di energie e avevo bisogno di un break prima di affrontare  il finale di stagione. Ho iniziato bene quest’ultima parte dell’anno, vincendo a Parigi, e spero di continuare così. Sono pronto”.

”Le Atp Finals arrivano a fine stagione e sono un torneo difficile da affrontare, anche se è vero che nella prima parte della mia carriera  sono state un successo per me – aggiunge – poi  dopo il 2015 non ho più vinto. Può essere che manchi l’energia  necessaria, quella che sei costretto a spendere durante la stagione, e di conseguenza puoi arrivare a non averne abbastanza per l’ultima  parte. Ma ci sono state delle battaglie dure, come quella contro Thiem nel 2020, che mi sono sfuggite per poco. Del resto, non puoi giocare  sempre al top contro i migliori 8 del mondo, ti viene chiesto sempre  tanto in termini di attenzione e di energie. In anni recenti,  Dimitrov, Tsitsipas e Zverev erano molto giovani e tanto motivati: non avevano molto da perdere, erano alle prime esperienze, può essere una  ragione dei loro successi”.

”Londra è stato un successo per questo torneo, in  un’arena tra le più spettacolari, non solo per lo sport -prosegue il  34enne serbo-. Ma io sono sempre stato dell’idea che questo evento  debba muoversi più spesso, perché è un’ottima promozione e niente  meglio delle Atp Finals può promuovere il tennis. Essere in Italia è  speciale, qui il movimento del tennis sta crescendo con Berrettini e  Sinner, prima con Fognini. È bello vedere l’eccitazione per questo  torneo, da parte dei fan italiani. E l’organizzazione è super, non  vedo l’ora di cominciare”.       

Djokovic inizierà il torneo lunedì pomeriggio contro il norvegese  Ruud. “Casper è uno dei lavoratori migliori del Tour e merita di  essere qui per la prima volta. Ha avuto un grande anno, ha vinto molto ed è migliorato tanto sul veloce, che non era la sua superficie  migliore. È un ragazzo simpatico, ci vado molto d’accordo, so che sta  facendo tutto il possibile per crescere. Non avrà molto da perdere,  spero di poter iniziare a Torino come ho finito a Bercy”.       

”Il Covid? Ha presentato una sfida importante per l’Atp e per tutti  gli eventi del Tour. Ora quasi tutti i tornei sono quasi al 100 per cento della capienza, questo cambia le cose. È un buon segno, anche se non tutti i tornei possono farlo. Si tratta di una componente  importanti perché molti giocatori dipendono da quanto i tornei danno  loro a livello di prize money. Tornare a qualcosa di simile ai livelli pre-covid sarà fondamentale”, conclude il numero uno del mondo.

Fonte: raisport.rai.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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