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Distanziamento sui mezzi pubblici, caos a due velocità: Lombardia non fa retromarcia

Il gran pasticciaccio del distanziamento sociale sui mezzi di trasporto pubblico ieri ha prodotto un ennesimo dietrofront e un potenziale cortocircuito tra decisioni dello Stato e ordinanze regionali. Dopo l’annuncio, seguito da polemiche e preoccupazione di scienziati e amministratori locali, che i treni ad alta velocità avevano ricominciato a viaggiare al completo — il Dpcm del 14 luglio prevedeva infatti, in presenza di specifiche condizioni, la deroga al distanziamento sociale —, e dopo l’ordinanza firmata venerdì sera dal governatore della Lombardia Attilio Fontana che consente di occupare al 100% i sedili su treni regionali, bus, tram e metropolitane, ieri pomeriggio il ministro della Salute Roberto Speranza ha bloccato con un’ordinanza la deroga al distanziamento di un metro sui treni a lunga percorrenza. Un settore specifico, quindi, anche se, nel comunicarlo, il ministro parla genericamente di «mezzi di trasporto»: «È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora — scrive su Facebook —. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi, aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, resta obbligatorio il distanziamento di almeno un metro e l’obbligo di mascherina».

Atm, che insieme a Trenord avrebbe dovuto iniziare a eliminare cartelli e adesivi che finora indicavano i posti vietati, ieri ha sospeso ogni attività aspettando una comunicazione della Regione. Che, invece, ha confermato la propria ordinanza, «in attesa di valutare in maniera specifica i contenuti della nuova disposizione ministeriale e nell’ottica un proficuo confronto con il Governo e la Conferenza delle Regioni». Non, quindi, un muro contro muro, spiegano da Palazzo Lombardia, ma una disponibilità di adeguamento nel caso in cui anche il trasporto pubblico locale rientrasse nel ragionamento del ministro. Anche perché, come esplicitato nei Dpcm, l’introduzione di misure meno restrittive di quelle disposte su base nazionale è da considerarsi illegittimo. Per questo, Atm si rivolge direttamente a Speranza: «Di fronte alle diverse ordinanze emanate negli ultimi giorni, i gestori del trasporto non sanno a quale doversi attenere — dice il direttore generale di Atm Arrigo Giana —. Chiedo quindi formalmente al ministero della Salute di voler chiarire quali siano le disposizioni sul distanziamento da rispettare per il trasporto pubblico».

In una nota la Regione spiega che le decisioni assunte venerdì «oltre a essere in linea con i risultati dei dati sanitari relativi alla Lombardia delle ultime settimane, puntano a un allineamento con quanto già posto in essere da tempo, in materia di trasporto pubblico locale, da Regioni confinanti». Il Tpl di Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto viaggia già al 100% dei posti a sedere. «Il tutto — conclude la nota — anche in un’ottica di dare la possibilità, a chi gestisce il trasporto pubblico locale, di programmare e “sperimentare” nuove azioni in vista della ripresa dell’attività scolastica di settembre». In Lombardia si potrà, quindi, utilizzare il 100% dei posti a sedere sui mezzi pubblici. Almeno per il momento.

2 agosto 2020 | 07:28

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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