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Discesa di Bormio, Mayer beffa Kriechmayr di 4/100. Paris, un sorriso giù dal podio

Sulla Stelvio, il podio è completato dallo svizzero Kryenbuehl a 6/100. Domme è quarto. Buona prova anche per Innerhofer, 11esimo…

dal nostro inviato Paolo Marabini

Volevamo una grande risposta e la grande risposta è arrivata. Dominik Paris risorge sulla “sua” Stelvio, quella delle sei vittorie, soprattutto delle cinque discese da dominatore. Ed è proprio la discesa a restituire il sorriso al numero uno azzurro, finalmente protagonista con un quarto posto che se da un lato lascia un po’ di amaro in bocca – a 13/100 dal successo e a 7/100 dal podio – ma dall’altro conforta parecchio Domme e tutto il clan azzurro.

DUE SBAVATURE

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Il superG, 24 ore prima, era stato un pianto greco, con Paris solo 18° a 2”02 dallo statunitense Cochran-Siegle e gli altri azzurri lontanissimi. Stavolta, invece, tutta un’altra storia. Paris ha interpretato benissimo il tracciato della pista a lui più cara, grazie anche alle condizioni meteo e del tracciato perfette. Solo un paio di sbavature nella parte più difficile lo hanno fatto uscire un po’ dalla linea ideale e gli hanno probabilmente negato la gioia del ritorno alla vittoria. Ma tutti sono stati impressionati dalla sua gara, che ci restituisce, almeno in discesa, il nostro campione. “Sì, sono molto soddisfatto della mia gara – ha ammesso Paris – e non c’è rimpianto per il podio mancato di così poco. Questa prestazione mi restituisce la fiducia in vista delle prossime gare. Dopo il superG ero molto deluso. Che cosa è cambiato in sole 24 ore? Di sicuro in discesa mi sento al momento più sicuro, mentre per tornare ai vertici in superG devo ancora lavorare. Ci voleva proprio questa prestazione, ci voleva davvero”.

VITTORIA NOBILE

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Alla fine brinda Matthias Mayer, il solido trentenne austriaco dal pedegree rispettabilissimo, avendo già nel palmares due ori olimpici – superG a Sochi e discesa a PyeongChang – e dieci vittorie in Coppa del Mondo, con le perle di un double superG-discesa nel tempio di Kitzbuehel che vale una carriera. Solo 4/100 lo hanno separato dal connazionale Vincent Kriechmayer, mentre il sempre più sorprendente svizzero Urs Kryenbuehl si è preso il terzo posto a 6/100. Peraltro la vittoria l’ha buttata via lo statunitense Cochran-Siegle, che sembrava volare verso il bis dopo il trionfo del giorno prima in superG, il primo della carriera, ma ha pagato caro due errori evidenti, uno nella parte alta, al quale ha rimediato con un colpo di reni alla Hermann Meier, e il secondo a 15” dal traguardo: alla fine ha chiuso solo settimo a 30/100 da Mayer. Ma il figlio d’arte è fortissimo e lo rivedremo ancora sul gradino più alta del podio quanto prima.

BRAVO INNER

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Classifica cortissima, peraltro, come da tradizione sulla Stelvio: i primi 10 sono finiti in 6 decimi di secondo. L’Italia sorride anche grazie all’11° posto di Christof Innerhofer, a soli 63/100 dal vincitore. Tutta un’altra cosa rispetto alla 31a piazza del superG. E anche lui, come Paris, aveva tutta un’altra cera a fine gara. “Ieri era stato un disastro, ero irriconoscibile, ho sbagliato settaggio – ha detto Inner – mentre stavolta ho cambiato marcia. Sin dai primi metri ho sentito sensazioni completamente diverse. Non potevo essere quello di ieri”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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