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“Dio è felice quando gli italiani muoiono”. L’odio social dei francesi

Mentre ancora l’Italia festeggiava la vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest e si difendeva dalle accuse choc della Francia (“Siete dei cocainomani”), siamo stati travolti da una tragedia. Un cavo della funivia del Mottarone, in Piemonte, si è spezzato a 100 metri dalla vetta e la cabina è precipitata. 14 persone sono morte, tra cui due bambini di 2 e 9 anni. Un bimbo di appena 5 anni, invece, è ricoverato a Torino insieme a un altro ferito. Entrambi in codice rosso. Una catastrofe. Una sciagura. Un dramma che avrebbe dovuto sconvolgere tutti e che invece ha raccattato per strada i soliti sciacalli.

Fa un po’ specie dover scrivere di questo. Fa specie perché, mentre due persone sono appesa al filo della vita e altre 14 sono morte, qualche centinaio di inetti gode per il brutto fatto di cronaca accaduto a Stresa. Ci spieghiamo meglio. Ieri pomeriggio, i principali organi di informazione europei hanno parlato della morte dei nostri concittadini. Tutto normale, verrebbe da dire, se non per un dettaglio. Dopo qualche ora, i social sono stati bombardati da vergognosi messaggi (andare su Twitter – digitare “télephérique italie” – per credere).

Trascriviamo. “Dio è felice quando gli italiani muoiono“. “Dio ha ucciso 13 figli di puttana italiani oggi. Grazie Dio. Baci”. “Caduta la funivia a Stresa: una giusta punizione del karma dopo il cocainagate dei Maneskin all’Eurovision”. “Questo è il karma, ahahah”. “Gli italiani sono disoccupati”, scrive uno. L’altro risponde: “Si eliminano anche velocemente”. “La funivia è gestita dalla mafia?”. Potremmo continuare a riempire righe su righe di insulti. Sui social ce ne sono a bizzeffe, di frasi simili. Per fortuna c’è anche qualche perla rara (francese) che non sta a questo gioco al massacro. “Mi dispiace così tanto – scrive un ragazzo su Twitter -. Quelle persone non rappresentano la Francia. Sono felice per la vittoria dell’Italia quest’anno e spero di poter viaggiare lì per sostenere la Francia (o forse un altro Paese, chi lo sa ahah). Non hai rubato la tua vittoria, te lo sei meritato. Forza Italia”.

Ovviamente, sotto a tanta violenza si è scatenato il finimondo ed è ripartita la “guerra” Francia-Italia. I nostri cugini rosiconi ce l’hanno a morte con noi per la vittoria dell’Eurovision e ci augurano le peggiori cose (ma vi sembra normale arrivare a tanto?!?). Gli italiani rispondo a tono e purtroppo – a volte – si abbassano a certi livelli di cattiveria. Una “guerra” di insulti che non porta a nulla, che non riporterà in vita i 14 morti e che non darà forza ai due in ospedale né alle famiglie che hanno perso tutto.

E se la “guerra” tra noi e loro è fine a se stessa, dobbiamo riflettere su tanta cattiveria. È davvero possibile che una competizione musicale, con una mancata vittoria (della Francia), con accuse infamanti verso un cantante e una nazione intera (ci danno dei drogati) possa portare a tanto odio? È possibile che esista anche solo un francese (anzi, diciamo più in generale un uomo) capace di godore sulle spalle della tragedia altrui? Se la risposta è sì, non è di certo un uomo.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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