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Digital transformation, i tre motori dell’innovazione industriale

L’Internet delle cose, l’evoluzione del 5G e lo sviluppo dell’edge computing. Sono i tre motori dell’innovazione industriale secondo la ricerca “Industrial IoT: A Reality Check” realizzata da Reply, società specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e sui media digitali.

Oggetti che “si parlano”

Quanto all’Internet of Things, ossia l’insieme di soluzioni tecnologiche che consentono agli oggetti di comunicare tra loro senza la necessità di interazione umana (tra le applicazioni più interessanti c’è il settore della guida autonoma), lo studio segnala che sebbene il numero di dispositivi IoT connessi in ambito consumer sia superiore a quello industriale, la spesa nel secondo ambito sta recuperando rapidamente terreno. Con applicazioni che riguardano sia
le soluzioni trasversali, sia per i dispositivi realizzati per settori specifici.

La crescita attesa in questo ambito sarà supportata anche dalla diffusione del 5G (che incrementa la velocità e riduce la latenza rispetto all’attuale 4G) e dell’edge computing, forma di elaborazione eseguita in sede o in prossimità del luogo di origine di dati, minimizzando così la necessità di elaborare i dati in un data center remoto.

Dati come carburante della produzione

Il mercato della smart factory triplicherà entro il 2025 in tutti i Paesi dell’Unione europea, compresa l’Italia, che segnerà anche un +130% nel comparto smart transport & logistics. Quanto alle ragioni del boom atteso, la ricerca
dell’azienda italiana segnala che l’IoT, connettendo macchinari e strumenti, consente alle aziende manifatturiere di migliorare la visibilità della produzione in tempo reale.

Nel momento in cui le macchine comunicano tra loro, trasmettono dati, che sono il carburante per ottimizzare la produzione, migliorare la qualità della delivery, introdurre la manutenzione predittiva e automatizzare la catena della
logistica.

Per Filippo Rizzante, chief technology officer di Reply, “senza l’industrial Iot l’industria 4.0 non può esistere. I dati sono fondamentali per una evoluzione ‘smart’ del mondo industriale e l’industrial Iot è ciò che permette a una
infrastruttura di raccoglierli, trasmetterli al cloud e gestire le successive analisi, all’interno di un circolo virtuoso di vantaggi per il business”.

Velocità di trasmissione decisiva

Tornando alla ricerca, gli autori sottolineano che l’adozione di sensori a basso costo e delle reti 5G, spinte da ingenti investimenti da parte delle società di telecomunicazioni, migliorerà ulteriormente la diffusione dell’industrial IoT.
Ad esempio, il miglioramento delle comunicazioni tra veicoli/robot autonomi, intelligenza artificiale e macchinari, combinata con la crescente potenza di calcolo e a una latenza molto bassa non solo migliorerà l’efficienza degli impianti, ma anche la loro sicurezza. La possibilità, inoltre, di creare reti private ad alta densità permetterà non solo una maggiore implementazione dell’Industrial IoT, ma anche la connessione di un numero significativo di sensori, macchinari, veicoli e robot e la possibilità di utilizzare maggiormente la realtà aumentata e virtuale a supporto dei “connected worker”.

In questo processo evolutivo, la sicurezza delle reti informatiche risulterà cruciale. Sulla base dell’esperienza maturata, Reply ritiene che le aziende abbiano bisogno di ambienti micro-segmentati (on-premise e/o basati su cloud), stabili e pronti a reagire a tecnologie/tecniche pericolose tradizionali e nuove, riducendo la probabilità di successo di nuovi tipi di attacchi. Una sfida tecnologica, ma anche formativa perché sulle competenze del personale
addetto a garantire la cybersecurity si gioca una fetta importante del successo delle nuove tecnologie.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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