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De Ketelaere, la presentazione: “Venire al Milan era fondamentale per me!”

Charles De Ketelaere si è presentato a Milanello davanti la stampa italiana e belga. C’è molta attesa di scoprire il fiore all’occhiello del mercato estivo rossonero, l’acquisto più costoso della gestione Massara-Maldini. L’ex Bruges ha parlato delle sue sensazioni durante la trattativa, di come stanno procedendo i primi giorni italiani, dei suoi idoli e dei paragoni con i grandi fantasisti della storia del Milan: 

“Il Milan è sia passione che lavoro e intensità. Hai già sperimentato tutto questo?

Assolutamente sì, i tifosi hanno molta passione e questo mi piace, per loro è fondamentale. Per quanto riguarda il lavoro, mi adeguerò presto a questi ritmi, sono abituato ma anche consapevole di dover alzare il mio livello di un altro step.

Quanto è stata dura l’attesa durante la trattativa? Ti sei esposto in prima persona per venire al Milan?
Per me venire al Milan era la cosa più importante e ho espresso subito questo desiderio. Ho dovuto aspettare molto e cedere qualcosa, ma alla fine sono qui e questo è quello che conta.

Abbiamo capito la pronuncia del tuo nome, ma hai anche un soprannome? E quanto è stato importante per la tua scelta il fatto che negli ultimi anni il Milan sia stata una squadra che ha fatto crescere talenti?
Ho visto negli ultimi anni quanti giovani calciatori sono cresciuti e migliorati nel Milan. Loro si sono adattati alla squadra, ma anche il Milan si è adattato alle loro esigenze. Per quanto riguarda il mio nome, molti lo pronunciano alla francese, altri all’inglese. Per me non è un problema, non ho invece un soprannome. 

Come mai hai scelto il 90? Molti si immaginano già un derby con Lukaku. Cosa pensi invece del paragone con Kaka?

Per me il numero non è una cosa così importante, me lo avevano dato al Bruges e ho pensato di mantenerlo visto che mi ha portato fortuna e successi. Per quanto riguarda Kaka, conosco bene la sua storia qui al Milan e mi auguro di poter ripercorrere le sue vittorie e la sua stessa carriera.

Che tipo di giocatore sei? Come ti descrivi? E qual è la tua posizione preferita?
Sono un giocatore dal buon tocco, riesco a dare una mano nella finalizzazione e nello sviluppo delle azioni. Per quanto riguarda il ruolo, mi trovo molto a mio agio come trequartista in appoggio alla punta, mi è capitato anche di essere un centravanti, un falso nueve, ma la posizione che preferisco è certamente quella del 10.

Quanto è stato importante Paolo Maldini? Cosa hai pensato quando ti ha chiamato?
Maldini rappresenta la storia di questo club, è stato molto importante nel passato come giocatore e lo è ancora oggi come dirigente. Sono stato orgoglioso di ricevere la sua chiamata, ma è stato il progetto intero a convincermi, non solo la singola persona.

C’è un giocatore che ti incuriosisce affrontare in questa stagione come avversario?

Sicuramente in Serie A ci sono grandi nomi, ma non mi concentro sull’affrontare degli avversari particolari, sia a livello di singoli che di squadra. Sono focalizzato su di me, sui miglioramenti che devo fare con la mia squadra.

Come ti stai ambientando in questi primi giorni? Ti trovi bene con i compagni?

Assolutamente sì, il clima è molto diverso dal Belgio e ho capito dai primi allenamenti come mai questa squadra è diventata campione d’Italia. Ci sono molta attenzione e intensità dal primo all’ultimo minuto della seduta. I miei compagni sono gentili e disponibili, mi chiedono sempre come mi trovo, se tutto sta procedendo bene, si preoccupano costantemente per me.

 

C’è un giocatore particolare a cui ti ispiri? E quanto sei distante dal livello dei tuoi idoli?

Io sono sempre stato un grande fan di Cristiano Ronaldo, quando giocava nel Manchester United e quando poi si è trasferito al Real Madrid. Non posso assolutamente dire di essere al suo livello, sarebbe una follia, ma quello che posso fare è cercare di lavorare e migliorare per avvicinarmi ed essere un buon giocatore per il Milan

Anche se non è a Milanello ora, ti è arrivato il saluto di Ibrahimovic? Ti emoziona dover giocare con lui e fargli degli assist?

Sicuramente sarà molto bello condividere il campo con lui, potrò sicuramente imparare tanto da una persona con la sua esperienza, il suo carisma e il suo palmares

Che persona sei fuori dal campo?
Molto tranquilla, mi piace trascorrere del tempo con la mia famiglia. Inoltre sono un grande fan di molti altri sport. Mi piace guardarli, così come guardare quante più partite di calcio possibile 

Il ct del Belgio Martinez è stato influente per la tua scelta?
Non molto perchè il ct era consapevole che stessi venendo in una grande squadra. Spero di fare bene per convincerlo a continuare a convocarmi con continuità. 

Anche la tua fidanzata ha avuto un ruolo nella scelta del Milan?

No no, lei è sempre d’accordo con le mie decisioni ed era felice che avessi un’opportunità come questa. Certo, ora lei deve rimanere in Belgio per finire gli studi, ma in qualche modo ci organizzeremo. 

Sei pronto per giocare già nella prossima partita contro il Vicenza?

Assolutamente, non vedo l’ora. Il mister mi ha detto che mi darà questa possibilità, potrò giocare uno spezzone e voglio farlo assolutamente

Eri una grande promessa del tennis. Come mai lo hai lasciato? E cosa hai portato del tennis nel tuo modo di essere calciatore?

Sì, ho giocato molto a tennis fin quando avevo 12 anni. Però mi piaceva giocare a calcio con i miei amici e ho deciso di sceglierlo per questo, non volevo essere isolato. Del tennis porto in campo la concentrazione, perchè il tennis è uno sport molto mentale, inoltre mi ha aiutato tantissimo nella coordinazione e nel controllo del mio corpo”:

Fonte: sport.sky.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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