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Dalle dimissioni di Morisi all’endorsement per Calenda, che succede nella Lega?

I punti chiave

2′ di lettura

Tutto in un solo giorno. La foto di Luca Morisi, il suo (ex) braccio destro, l’uomo che ha curato minuziosamente la sua ascesa attraverso i social, sbattuto in prima pagina per l’indagine sulla droga trovatagli in casa e quella, si presume, ceduta a due ragazzi romeni. E contemporaneamente l’intervista in cui Giancarlo Giorgetti scarica sostanzialmente i candidati delle due principali città, Roma e Milano e quindi Michetti e Bernardo. Anzi per la Capitale il vicesegretario della Lega fa anche un endorsement esplicito a favore di Carlo Calenda mentre il primario milanese viene dato per spacciato già al primo turno.

Il doppio colpo per Salvini

Per Matteo Salvini un doppio colpo solo in parte inaspettato. Del caso Morisi il segretario della Lega era già stato messo a conoscenza da diverse settimane, almeno dal 1° settembre, giorno in cui l’ex spin doctor del Capitano (era stato proprio Morisi a ribattezzarlo così) aveva rassegnato le sue dimissioni dai ruoli ricoperti nel partito adducendo ragioni personali. Quanto al siluro del suo vicesegretario e capodelegazione al Governo, a colpirlo è stato più la tempistica – a meno di una settimana dal voto – che il contenuto delle sue dichiarazioni, sia pure mai così esplicite. Soprattutto perché aprono già uno spaccato su quanto potrebbe accadere a partire da martedì, quando si conosceranno i risultati elettorali.

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L’impatto sulle amministrative

Se gli ultimi sondaggi pubblicati saranno confermati, il centrodestra rischia di perdere nelle principali città: Milano, Roma, Napoli, Bologna mentre potrebbe spuntarla a Torino e vincerà quasi certamente a Trieste. Un verdetto che innescherebbe la resa dei conti non solo nella coalizione (probabile che in caso di sconfitta nella Capitale Giorgia Meloni accusi gli alleati di sabotaggio) ma anche all’interno dei partiti. O meglio: all’interno della Lega. Dove a pesare saranno non tanto le mancate vittorie dei candidati ma soprattutto la perdita di consensi del Carroccio. Che sarà imputata inevitabilmente al segretario che due anni fa portò alle europee il partito al 34% e rotti e che ora rischia di precipitare sotto il 20.

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Si dice che Giorgetti abbia regalato a Salvini la foto di Renzi

Sembra di essere di fronte allo stesso film girato tra il 2014 e il 2018 con protagonista l’altro Matteo (Renzi) che fece lievitare il Pd alle europee addirittura oltre il 40%. Come è andata a finire lo sappiamo. Eppure era stato proprio Giorgetti all’indomani della formazione del Governo con i Cinquestelle, a invitare il suo segretario a mantenere i piedi per terra ricordandogli la parabola discendente dell’ex premier. Si dice che gli abbia persino regalato una foto di Renzi per ricordaglielo (in realtà era della Boschi, ha fatto sapere in seguito). La lezione però non sembra essere stata assimilata a sufficienza.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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