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Dal tango al calcetto, dalla lotta sarda al taekwondo: ecco quali sport si fermano e quali no

ROMA – Lo sport al tempo del Covid è uno slalom ad ostacoli, fra norme e divieti. Non per i professionisti e neanche per i dilettanti che, grazie alle mediazioni tra Federazioni e governo, hanno il via libera dalla serie A fino ai settori giovanili e possono andare avanti nel rispetto dei protocolli sanitari. Lo stesso per le associazioni sportive dilettantistiche: circoli, squadre, società, palestre anche popolari o scolastiche dove l’attività è regolamentata ed è garantito il rispetto delle norme di sicurezza e di igiene contro la diffusione del virus. Ma se si è solo un amatore – un tennista della domenica, un fedele del calcetto del venerdì sera o uno sciatore per diletto – l’affare si fa più complicato.

Piscine e palestre restano aperte, ma le regole sono ferree

Addio al tango con uno sconosciuto

Il nuovo Dpcm ferma tutti gli sport di contatto (a meno che non si facciano da soli – tirare pugni al sacco da boxe si può – o che non si sia tra congiunti – ballare il tango con uno sconosciuto no, col proprio partner sì), e la black list stilata dal ministero guidato da Vincenzo Spadafora e pubblicata in Gazzetta ufficiale annovera a oggi, e fino almeno al 13 novembre, 130 discipline bandite.

Per uscire dal labirinto dei termini tecnici sono in sostanza proibite tutte le attività sportive autorganizzate in cui amici e atleti per passione rischiano di toccarsi o scontrarsi mentre le praticano. Possono invece proseguire gli sport – e dunque anche circoli e palestre – riconosciuti dalle Federazioni sportive e affiliati al Coni o alla Cip (Comitato italiano paralimpico) o in cui non c’è il rischio di violare il distanziamento minimo di un metro.

Impianti di calcetto in crisi

Stop dunque a calcetto, calciotto e calcio a 11 per gli amici abituati a prenotare il campetto ogni settimana. Lo stesso per basket, pallavolo, pallamano, rugby e hockey. Una restrizione che pesa fortemente sulle spalle dei gestori degli impianti che hanno dovuto lucchettare i cancelli e ora attendono ammortizzatori da parte del governo.

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Sparisce lo sport fai-da-te in parchi e giardini

No anche agli appassionati del combattimento e delle arti marziali praticati in forma spontanea, ad esempio nelle ville o nei locali di associazioni improvvisate: pugilato, lotta libera e greco-romana, judo, karate, taekwondo, aikido, capoeira, kickboxing, ju-jitsu e così via.

Fermi anche i ballerini e le ballerine di danza, gli appassionati di ginnastica artistica e ritmica o gli amanti del tango, a meno di non esercitarsi singolarmente alla sbarra o di praticarli in forma individuale. Idem per canottaggio, bob su pista, pattinaggio, slittino e rafting: si può vogare in 4 senza problemi se si è atleti, non si può discendere un torrente a bordo di un gommone se si è in vacanza con tre compagni di viaggio.

Nella lista nera anche s’istrumpa e floorball

Tra gli sport più curiosi e meno conosciuti, dovranno deporre bastoni e palline gli appassionati di bandy, una specie di hockey su prato. Come i 200 praticanti della s’istrumpa, un tipo di lotta tradizionale della Sardegna. Giù anche i pon pon delle cheerleader, stop al floorball (versione indoor dell’hockey) e al sepaktakraw (una specie di pallavolo asiatica che si gioca con i piedi).

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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