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Dal 1° settembre i corsi “di recupero” per studenti, come attività didattica ordinaria? Serve delibera organi collegiali


Di Avv. Marco Barone

Sta facendo discutere l’articolo 58 del Decreto Sostegni bis. Articolo dedicato alla scuola. Tra le varie disposizioni vi è anche quella relativa ai corsi “di recupero” chiamiamoli così per sintesi che dovranno avere luogo da primo settembre. In realtà, nulla di nuovo sotto la luce del sole, altro non è che la riproposizione della norma già prevista nel 2020.

La nuova norma

Articolo 58 lettera c del comma 1, Decreto sostegni bis afferma:
Con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione, per l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2021/2022, possono essere adottate, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte (….) a prevedere che a partire dal 1° settembre 2021 e fino all’inizio delle lezioni siano attivati, quale attività didattica ordinaria, l’eventuale integrazione e il rafforzamento degli apprendimenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Da ciò si deduce che come prima cosa sarà necessaria l’ordinanza del MIUR. Come seconda questione emerge che si tratta di attività che verranno sì considerate come attività didattica ordinaria, ma si tratta di eventuali attività finalizzate al rafforzamento degli apprendimenti che dovranno essere senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Dunque spetterà alle scuole decidere se farli partire questi corsi, sarà necessaria la delibera del collegio docenti e la disponibilità del personale interessata. Anche in questa sede si apre l’interrogativo se l’attività espletata verrà ritenuta come di carattere funzionale e nessun compenso aggiuntivo potrà essere previsto o meno. In realtà non si potrebbe escludere a priori una retribuzione ad hoc prevista in sede di contrattazione integrativa, dunque con risorse già a disposizione dell’istituzione scolastica che pertanto non comporterebbero nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Bisogna però osservare che queste attività, rischiano di sottrarre tempo all’attività progettuale di inizio anno, tenendo conto degli impegni collegiali, dipartimentali, settoriali, con i quali il personale docente di ogni ordine e grado è chiamato a programmare il nuovo anno scolastico.

La norma pregressa

Norma simile a quella ora commentata era stata prevista nel 2020 dal Decreto 8 aprile 2020, n. 22, articolo 1:

Con una o piu’ ordinanze del Ministro dell’istruzione possono essere adottate, per l’anno scolastico 2019/2020, specifiche misure sulla valutazione degli alunni e sullo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, nei casi e con i limiti indicati ai commi successivi. Le ordinanze di cui al comma 1 definiscono le strategie e le modalita’ dell’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attivita’ didattica ordinaria.


Pubblicato in Scuole

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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