Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Dai controlli al cavo: gli enigmi sulla tragedia del Mottarone

Perché si è spezzata la fune traente? Perché i freni di emergenza non hanno funzionato? Sono queste le domande a cui dovrà dare risposta il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, nel tentativo di far luce sul disastro del Mottarone: 14 persone sono morte e l’unico sopravvissuto, un bimbo di appena 6 anni, è rimasto gravemente ferito. Cosa è andato storto? Ma soprattutto, l’incidente si poteva evitare? Certo è che l’ipotesi di una “tragica fatilità” non è contemplata nel fascicolo delle indagini per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Tante, troppe cose non tornano. Al punto che i magistrati potrebbero anche valutare il reato di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

La maxi revisione del 2014 e i controlli

Chiusa per una revisione generale nel 2014, la funivia del Mottarone ha riaperto nel 2016, ben due anni dopo i lavori di manutenzione e ammodernamento affidati alla società Leitner. Il 13 agosto del 2016, per l’esattezza, c’è stata l’inaugurazione e, tra i mesi di ottobre e dicembre, si è provveduto a rinnovare anche le relative stazioni di riferimento della funivia. Ora, la prima domanda è: gli interventi sono stati realizzati tutti a regola d’arte? Per poterlo stabilire “bisognerà aver un quadro chiaro delle competenze“, spiega il procuratore Olimpia Bossi al Corriere della Sera. Sì perché il “quadro delle competenze” non è ancora chiaro o, almeno, non del tutto. Per certo, non è stato ancora perfezionato “al momento” il passaggio di proprietà tra la Regione e il Comunedi Stresa. E oltre al gestore del della funivia – le Ferrovie del Mottarone – ci sono la società che si è occupata dei lavori di ammodernamento, l’azienda che certifica annualmente la funzionalità della struttura e la ditta che provvede alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto. Tutti, al momento, potrebbero essere coinvolti nelle indagini.

La cabina

I rottami della cabina, quel poco che avanza dopo lo schianto contro il pilone, sono sotto sequestro. I vigili del fuoco provederanno a recuperare la carcassa di ferraglia per sottoporla all’attenzione degli investigatori e dei consulenti della procura. La speranza è che tra quei relitti emergano elementi utili alle indagini. “Qualunque ipotesi va valutata. – afferma Olimpia Bossi – Al momento, gli unici elementi che abbiamo sono la rottura del cavo trainante e il mancato funzionamento del freno sul cavo portante. Cercheremo di dare una risposta completa nel più breve tempo possibile”.

I testimoni

I testimoni del disastro, già sentititi dai carabinieri, riferiscono di aver sentito “un forte rumore, come se un freno metallico stridesse sulla fune d’acciaio, quella portante sulla quale scorrono le ruote del carrello al quale è appesa la cabina“. Qualcuno avrebbe notato del fumo, circostanza che proverebbe il mancato funzionamento dei freni. Allora, cosa non ha funzionato? “La cosa che mi ha turbato di più è il contrasto stridente nello scenario che mi si parava di fronte: da un lato la bellezza straordinaria del panorama e dall’altro la tragedia della morte – continua il procuratore – Probabilmente servirà molto tempo per arrivare a chiarire ogni aspetto della tragedia. I tecnici dovranno fare molti sopralluoghi nell’area dove è caduta la cabina, una zona molto impervia, e in tutte le strutture dell’impianto“.

La nota di Leitner

Intanto, l’azienda altoatesina Leitner, responsabile della manutenzione dell’impianto funiviario Stresa-Mottarone, dopo la tragedia di ieri, si dichiara a disposizione della magistratura, precisando che “i controlli giornalieri e settimanali previsti dal regolamento d’esercizio e dal manuale di uso e manutenzione sono in carico al gestore“. In una nota la società rende noto l’elenco dei controlli e delle manutenzioni degli ultimi mesi, “secondo le prescrizioni della normativa vigente, sulla base del contratto di manutenzione sottoscritto con la società di gestione Ferrovie del Mottarone“.

Il 3 maggio 2021 manutenzione e controllo delle centraline idrauliche di frenatura dei veicoli; i controlli non distruttivi su tutti i componenti meccanici di sicurezza dell’impianto previsti dalla revisione quinquennale, in scadenza ad agosto 2021 sono stati anticipati dal 29 marzo a 1° aprile 2021; il 18 marzo 2021 prove di funzionamento dell’intero sistema d’azionamento; il 4 e 5 marzo lubrificazione e controlli dei rulli e delle pulegge delle stazioni; il 1° dicembre 2020 ‘finti tagli’ (prova che prevede una simulazione della rottura della fune traente e conseguente attivazione del freno d’emergenza); il 5 novembre 2020 controllo periodico magnetoinduttivo delle funi traenti e di tutte le funi dell’impianto con esito positivo.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *