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CUORGNE’ – Dal 2035 solo motori elettrici, il ministro Pichetto: «Non …

CUORGNE‘ – La via dell’elettrico è tracciata ma questo non significa che non si potranno percorrere anche strade alternative, come quella dei biocarburanti. E’ il sunto di quanto emerso ieri a Cuorgnè nel corso del convegno sul futuro delle aziende dell’automotive, in vista dello stop ai motori termici del 2035, previsto per far fronte all’obiettivo «zero emissioni» imposto dall’Europa. E’ intervenuto direttamente il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto che ha parlato ad una platea di sindaci e imprenditori dell’alto Canavese nel corso del dibattito introdotto dal primo cittadino di Cuorgnè, Giovanna Cresto, e dal consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Fava

«Ci sono alternative al “tutto elettrico”, che noi sosteniamo, come il biometano e tutta una serie di elementi di produzione di carburanti sintetici, che possono mantenere i motori termici e le aziende del settore – ha sottolineato il Ministro Pichetto – i passaggi per arrivare all’elettrico sono comunque la via maestra che dobbiamo seguire anche aiutando le aziende in questo periodo di trasformazione. Se è vero che non possiamo fermare questo cambiamento, dobbiamo gestirne l’adattamento». 

E di «neutralità tecnologica», grazie alla diversificazione delle tecnologie, ha parlato anche l’assessore regionale Andrea Tronzano che ha sottolineato la necessità di salvaguardare la filiera automotive: «L’elettrico non deve essere un dogma: come ha detto il Ministro, oltre ad aiutare le aziende con fondi appositi, possiamo e dobbiamo sostenere anche i carburanti alternativi. Nessuno mette in dubbio la necessità di mettere prima l’ambiente ma questi passaggi devono essere valutati con attenzione».

Parole condivise in particolar modo dagli imprenditori del settore. Del resto il Canavese è un territorio che storicamente si fonda proprio sulle attività industriali più o meno legate all’automotive. Ovvio che la data del 2035 preoccupi e non poco tanti imprenditori locali. «La strada è stata tracciata e, indipendentemente dalle date, le imprese devono guardare in faccia alla realtà – ha sottolineato il presidente di Confindustria Canavese, Paolo Conta – ora c’è bisogno di investire in ricerca e innovazione e assicurare contributi anche alle piccole e medie imprese per affrontare questi cambiamenti». Lo stesso Pichetto ha assicurato: «Lo Stato ha il dovere di aiutare le aziende garantendo fondi per l’innovazione e sostegno ai dipendenti». Prima del 2035, comunque, l’Unione Europea valuterà già nel 2026 i progressi fatti dai singoli Paesi sulla strada delle «zero emissioni».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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