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Crisi governo diretta: Conte al Quirinale da Mattarella, Zingaretti: «Il dialogo deve riprendere»


Conte vede Mattarella Zingaretti: «Il dialogo deve riprendere» Grillo: «Patto fra tutti i partiti»

Crisi governo Il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo si apprende da fonti di maggioranza che fanno sapere che si è trattato di un incontro interlocutorio che potrebbe aprire uno spiraglio per evitare la crisi di governo.

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Una crisi di governo in questo momento sarebbe «incomprensibile». È quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario «Sulla nostra pelle». Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.

Il canale di comunicazione Iv e Pd non si è mai interrotto, anche a livello istituzionale si lavora ancora e i rapporti vengono definiti “cordiali”. L’esempio è lo scambio avvenuto stamattina tra i ministri Gualteri e Bellanova. Stamattina, appunto, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha ripreso il filo del lavoro sul Recovery Plan sentendo vari ministri che durante il Consiglio dei ministri di ieri sera avevano chiesto parziali modifiche del testo. Tra gli altri, c’è stato un colloquio cordiale con la ministra Teresa Bellanova per concordare le integrazioni da apportare ai progetti per l’agricoltura. 

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«Serve un cambio di passo, noi ci siamo con le nostre idee e i nostri voti. Il governo preferisce vivacchiare con qualche Mastella e Scilipoti di turno?», scandisce sui social Luciano Nobili di Iv. 

In mattinata nell’aula della Camera ci sono state le comunicazioni del ministro della salute Roberto Speranza sulle misure per il contenimento della pandemia coronavirus. 

«Nei prossimi mesi sarà tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare a pochi metri dal traguardo, nell’ultimo miglio», ha detto il ministro.  L’Aula della Camera ha approvato, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro.

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Cosa accade oggi 

Nella notte il Consiglio dei ministri ha approvato il Recovery Plan.

La crisi al momento è solo rinviata.  Le ministre di Italia Viva Teresa Bellanova e Elena Bonetti in Cdm al momento del voto sul Recovery hanno scelto di astenersi, rinviando eventuali dimissioni a questa mattina.

Matteo Renzi scioglierà le riserve in una conferenza stampa che si terrà oggi pomeriggio alle 17.30 alla Camera. Ci sarà il leader di Iv,  le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. La conferenza stampa servirà per fare chiarezza sulla crisi di governo, dopo l’astensione delle ministre Bellanova e Bonetti sul Recovery plan nel Consiglio dei ministri di questa notte.

Anche stasera il Cdm si riunirà per discutere delle prossime misure anti-Covid, domani per il nuovo scostamento di bilancio, entrambe misure a cui Italia Viva ha assicurato il proprio voto favorevole.

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Cosa dicono i partiti

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5s) si mette sulla stessa scia del ministro Speranza: «La vera crisi la stanno vivendo gli italiani, non la politica», scrive su Facebook«Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese», dice Di Maio.

Ma è il Pd con i suoi pontieri che in queste ore si sta attivando al massimo per superare la crisi. «Ottimo risultato di tutti il via libera alla bozza del Recovery Plan. Ora bisogna correre e non pregiudicare il lavoro. E’ un buon piano con modifiche significative ottenute anche grazie all’iniziativa del Pd per maggiori investimenti, per la sanità, per il lavoro, per il Mezzogiorno, le donne, i giovani. Finalmente può diventare realtà il processo verso la transizione ecologica e la rivoluzione digitale del sistema Paese. Ora si discuta in Parlamento e si coinvolgano le parti sociali, le imprese, l’associazionismo, i giovani, le donne nel dibattito sul futuro dell’Italia. Non c’è altro tempo da perdere. Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi e affrontare con responsabilità i prossimi decisivi passaggi come lo scostamento di bilancio e i ristori economici alle imprese. L’Italia non può perdere questa occasione, lo dobbiamo soprattutto alle nuove generazioni. Si lavori come abbiamo insieme deciso al patto di legislatura in tempi certi e brevi con buonsenso e facendo prevalere il bene comune e la buona politica. Si può fare”. Così in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Io. ci credo ancora. Serve una maggioranza politica con Iv dentro», chiarisce il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci

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Beppe Grillo condivide l’idea di Zingaretti di un patto di legislatura e posta sui social una lettera ai partiti di maggioranza e opposizione scritta dal deputato M5s Giorgio Trizzino. «Non è pensabile che il Paese possa essere ricostruito senza il contributo di tutti e soprattutto dopo avere ascoltato le proposte di tutto il Parlamento, delle Regioni, dei Comuni, dei Sindacati, degli Imprenditori e di coloro che fanno parte di quel mondo che ogni mattina si alza dal letto per portare il proprio contributo al funzionamento del sistema Paese. Non può esistere in questo momento una distinzione tra maggioranza ed opposizione perché tutti i rappresentanti del popolo devono contribuire uniti a sostenere, in uno dei momenti più bui della sua storia, il Paese. Nessuno cerchi scusi o pretesti per sottrarsi a questa grande responsabilità o ancor peggio faccia in questo momento biechi calcoli elettorali sul proprio futuro», scrive su Facebook. «Cambiamo la nostra prospettiva di ricerca di quello che può essere utile al singolo individuo e raccogliamo l’esortazione che ci indirizza il Presidente Mattarella di diventare costruttori mettendo al primo posto il bene comune dell’Italia», conclude«È sottinteso che il Governo è di Conte». È questa la precisazione di Beppe Grillo in un post scriptum al post.

Stasera alle 22 si riuniranno anche i gruppi di Italia Viva, che al di là delle scelte sul governo dovrebbe confermare il via libera in Aula sia sulle misure Covid sia sul decreto ristori che domani il consiglio dei ministri varerà. Sui social del partito intanto è comparsa una riflessione della ministra Teresa Bellanova che sprona il governo di cui lei fa ancora parte a farsi trovare pronto per l’arrivo della terza eventuale ondata della pandemia. «La terza ondata di contagi e la crisi economica obbligano tutti a un di più di responsabilità, non alla distribuzione di sonniferi. La terza ondata, se arriverà e mi auguro proprio di no, deve vederci preparati, non imbalsamati. Il governo è chiamato a risolvere l’emergenza, non può essere l’emergenza a tenere in vita il governo».

Mastella dice che i responsabili ci sono

I responsabili? «Qualcuno ce n’è, non so se in numero sufficiente, ma sono più di qualche unità, forse anche più di cinque…» Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il sindaco di Benevento Clemente Mastella. Esiste davvero l’idea di un governo Conte-Mastella, come sostenuto da Matteo Renzi? «Io non ne so niente, lo saprà Renzi, che vi devo dire. Lui mi cita per prendermi in giro, perché vuole svilire l’operazione di Conte». I Responsabili – ha detto ancora – sono come l’amante: quando si scopre devi dargli dignità. Sono meno del necessario perché se non dai loro dignità politica rimangono nascosti. Alla domanda su numero esatto di questi senatori disposti a sostenere Conte, Mastella ha risposto evasivamente: «non lo so, dipende se gli si dà dignità, non so se rimangono dormienti o si svegliano».

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«La moglie di Mastella mi ha cercato chiedendomi di far parte di un gruppo di responsabili per sostenere Conte. Questo avveniva qualche giorno fa. Io ho detto che serve un cambio di passo sostanziale». Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il senatore del Gruppo Misto Gregorio De Falco. Quanti potrebbero essere i responsabili? «Pare siano una dozzina, – risponde il parlamentare – un pò dappertutto, anche in Forza Italia». De Falco ha inoltre affermato che per appoggiare questo esecutivo il governo dovrebbe «Innanzitutto fare più tamponi, senza appuntamento, a prezzo calmierato in tutta Italia. Se si ragionasse in questi termini ci si può pensare, basta prendere un impegno in sede istituzionale. Se governo Conte da prova di guardare oltre il proprio naso vediamo il mio no non è pregiudiziale».

I cinque punti di Matteo Salvini

Prova ad allargare il solco della crisi il leader della Lega e si inserisce nel dibattito su un “governissimo” lanciando cinque punti programmatici. «Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere e che sia nostro dovere offrirla agli italiani». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Senato dedicata alla moda. «Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia. Sono cinque temi su cui rilanciare il Paese e penso che nei due rami del Parlamento una maggioranza, che metta al centro questi problemi con il centrodestra a fare da guida, sia la soluzione migliore. Sempre che non ci siano le elezioni che in qualunque democrazia sono la via maestra. Stando a tutti i sondaggi la Lega resta il primo partito e il centrodestra vincerebbe le elezioni. Su questo è nato il governo Conte-Renzi, che è miseramente naufragato dopo un anno senza lasciare traccia di se. Se nascerà il governo Conte-Mastella per tenere fuori la Lega e rimandare il giudizio degli italiani – conclude Salvini – sarebbe squallido. Noi siamo pronti».

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Ultimo aggiornamento: 15:47


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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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