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Crescono i ricoveri, ma nessuna altra regione gialla. Piemonte bianco «in bilico»

I punti chiave

3′ di lettura

Malgrado il boom di contagi registrato nelle ultime 24 ore, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, il monitoraggio di venerdì dell’Iss non determinerà nuovi cambi di colore delle Regioni. Restano gialle le 5 (più 2 province autonome) che già lo erano (Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Veneto, Liguria, Marche, provincia di Trento e di Bolzano). E non se ne dovrebbero aggiungere di nuove. Ma il Piemonte è a un passo. Con il trend attuale di crescita di ricoveri l’abbandono della zona bianca è inevitabile da lunedì 3 gennaio.
Ed è probabile che anche gli abitanti di Lazio e Lombardia inizieranno il nuovo anno in zona gialla. Anche se va specificato che con l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca contenuto nel decreto approvato in Cdm, non c’è più di fatto alcuna distinzione tra le due zone a livello di misure anti-contagio. Al di là del fatto che in zona gialla i ricoveri ospedalieri sono maggiori (oltre il 10% di pazienti Covid in terapia intensiva e oltre il 15% nei reparti ordinari)

Piemonte ancora bianco per un soffio

Il Piemonte (436 casi settimanali ogni 100mila abitanti) ha superato la soglia da zona gialla dei ricoveri in terapia intensiva (siamo al 10,7 per cento) ma sfiora solo quella nei reparti ordinari (siamo al 14,9%). E per questo dovrebbe restare in zona bianca un’altra settimana. Anche se la decisione finale spetterà alla cabina di regia. A ogni modo il cambio di colore sarebbe solo rimandato. Del resto lo stesso governatore Alberto Cirio aveva annunciato nei giorni scorsi un’ordinanza per anticipare a venerdì 24 dicembre l’entrata in zona gialla del Piemonte, data per scontata fino a qualche giorno fa.

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Lazio a rischio cambio colore tra una settimana

Sta messo solo un po’ meglio il Lazio (284 casi settimanali ogni 100mila abitanti) con i ricoveri in area medica al 14,3% e le rianimazioni al 10,3% (dato cabina di regia). Malgrado l’andamento ondivago dei ricoveri, però, il giallo sembra inevitabile a stretto giro. Probabilmente tra una settimana. Ne è consapevole lo stesso governatore Nicola Zingaretti che ha dichiarato: «I flussi probabilmente ci porteranno in zona gialla ma dipende tutto da noi, ovvero da comportamenti responsabili, come usare le mascherine mascherine all’aperto».

Lombardia ed Emilia Romagna sotto osservazione

Crescono i casi in Lombardia, diventata con il Veneto la regione epicentro dei contagi (513 positivi settimanali ogni 100mila abitanti). E crescono i ricoveri. Anche se l’incremento di posti letto nei reparti ordinari registrato qualche giorno fa (siamo passati da 8.485 a 10.237) ha consentito di tenere per qualche giorno più basso il tasso di ospedalizzazione, cresciuto comunque fino al 13,7%. Mentre in terapia intensiva siamo al 10,6%.
Ricoveri in aumento anche in Emilia Romagna: sopra soglia al 12,4% in terapia intensiva. Mentre quelli in area non critica si attestano al 12,5 per cento.

Il trend delle Regioni a rischio arancione

Tra le regioni in giallo nessuna rischia davvero l’arancione (ricoveri oltre il 30% in area non critica e oltre il 20% in rianimazione). Almeno per ora. La situazione si è stabilizzata in Friuli-Venezia Giulia (22% nei reparti ordinari e 15 in terapia intensiva).
Mentre Liguria e Calabria, che registrano numeri in crescita sul fronte dei ricoveri, sono ancora abbastanza distanti dalle soglie critiche. E per almeno un paio di settimane dovrebbero restare in zona gialla. In Liguria i ricoveri nei reparti ordinari sono al 24,6% e quelli in rianimazione al 14,1%. In Calabria rispettivamente al 25,7% e al 16,6 per cento.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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