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Covid, Rasi: “Avviare studi italiani su seconda dose con vaccino diverso”

Alla luce delle vicende che stanno riguardando, in questa fase della campagna vaccinale, il siero AstraZeneca, ma anche in una prospettiva futura “è bene iniziare a pensare a un piano B: ovvero disegnare e avviare degli studi che valutino la possibilità di strategie miste” con vaccini diversi nella seconda dose rispetto alla prima. Così Guido Rasi, ex direttore dell’Agenzia europea del Farmaco, e direttore scientifico di Consulcesi, in occasione della web conference “Covid-19: tra vaccini e varianti”, per il lancio di un nuovo corso Ecm ‘targato’ Consulcesi dedicato a questi temi. “Lo suggerirei alle nostre autorità sanitarie. Affiancando test sierologici, qualora si rilevi una risposta immunitaria insoddisfacente” con la prima dose “si proverà a cambiare la seconda. Credo ci sia già un dibattito sia a livello scientifico che regolatorio”.  

Rasi sottolinea però l’importanza “di studiare questa strategia vaccinale. Meglio arrivare secondi”, osserva, commentando il fatto che già in Germania si sta percorrendo questa ipotesi, “a volte questo dà qualche vantaggio. Va fatto tutto in maniera ben coordinata e organizzata, anche perché se uno si infetta tra la prima e la seconda dose bisognerebbe avere gli strumenti per spiegarlo al paziente. Dunque invito le autorità sanitarie italiane ad avviare uno studio non a caso, ma ben disegnato e serio su un certo numero di volontari. Il presupposto scientifico sicuramente c’è”.  

“I vaccini sono la migliore arma che abbiamo per contrastare le varianti” del coronavirus “sia quelle già note che quelle future. Se vogliamo uscire da questa pandemia dobbiamo vaccinarci con fiducia. Il mio invito alla vaccinazione va in particolare ai nostri operatori sanitari: fidatevi della scienza, proteggete voi stessi e proteggerete anche i vostri pazienti” è l’appello lanciato da Guido Rasi.  

“L’Ema – ricorda – ha già autorizzato 4 vaccini ed entro la fine dell’anno ne potrebbero arrivare altri”, “se facciamo funzionare bene la nostra macchina vaccinale possiamo sperare di ‘ritornare alla normalità’ già dal prossimo autunno”. Questo non significa che il nuovo coronavirus scomparirà subito e per sempre. “Continueremo a portare le mascherine, magari in tasca, per essere sempre pronti a indossarle in particolari situazioni ‘a rischio’, laddove si potrebbero creare pericolosi assembramenti. Ma grazie ai vaccini il virus Sars-CoV-2 avrà i giorni contati”, conclude. 

Fonte: lifestyleblog.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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