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Covid, primario del San Paolo di Milano: “Ricoverati no vax come i terrapiattisti”


Personale medico durante l'emergenza Covid (foto di repertorio)
Personale medico durante l’emergenza Covid (foto di repertorio)

Milano, 19 novembre 2021 – Non siamo vicini al lockdown austriaco e neanche alle zone rosse, al momento. Lo scenario, in ospedali di trincea contro il Covid, senza dubbio oggi è diverso rispetto a un anno fa. Ma non bisogna abbassare la guardia, mettere la mascherina, rispettare le distanze e continuare a vaccinare la più ampia fascia possibile di popolazione. Perché i casi da settembre stanno ‘lievitando’ velocemente. Lo spiega la professoressa Antonella d’Arminio Monforte, direttore delle Malattie infettive ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, tra i centri in prima linea nel contrasto alla pandemia. “Sicuramente rispetto a settembre c’è stato un aumento dei casi, guardando al numero dei posti letto occupati. Mentre alla fine dell’estate avevamo solo un reparto dedicato al Covid, ed era mezzo vuoto, adesso ne abbiamo due: i positivi sono ospitati anche nel reparto delle malattie infettive. Stiamo andando a saturazione“. In tutto parliamo di una trentina di persone ricoverate, che arrivano per lo più da località fuori dal Comune di Milano, e di queste “il 60-70% sono non vaccinate”.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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