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Covid, l’Rt in Italia sale a 0,95. I dati del monitoraggio dell’Iss

L’indice di contagio Rt sale, in Italia, dal valore di 0,84 a quello di 0,95. Il dato, che indica un peggioramento della pandemia di Covid-19, emerge dal monitoraggio di Istituto superiore di Sanità e Ministero Salute, nel quale si legge che, per la seconda settimana, si registrano nel nostro Paese «segnali di contro-tendenza» rispetto a una situazione che era di generale miglioramento.

L’Iss e il ministero spiegano che il calo dei nuovi casi sta rallentando, e che dunque l’Italia viva una fase di rischio di un «nuovo rapido aumento diffuso» dei contagi da coronavirus Sars-CoV-2, anche a causa della diffusa circolazione di «varianti» a «più elevata trasmissibilità».

Nel monitoraggio si evidenzia come 7 tra regioni e province autonome abbiano un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore (l’indice Rt è indicato con una «forchetta», con un valore superiore e inferiore): si tratta di un dato in peggioramento rispetto a 7 giorni fa. Le altre regioni e province autonome hanno dati inferiori.

In tutta Italia, solo Sardegna e Valle d’Aosta hanno un’incidenza settimanale sotto i 50 casi per 100.000 abitanti (soglia oltre la quale il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità). L’incidenza supera invece la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in tre casi: Bolzano (770,12 per 100.000 abitanti), Trento (254,85 per 100.000 abitanti) e Umbria (283,28 per 100.000 abitanti).

E proprio in Umbria e nella Provincia autonoma di Bolzano il rischio è considerato alto. In particolare, la situazione in Umbria sta diventando critica: gli ospedali sono al collasso, tanto che è stato varato un bando per 496 sanitari.

Le Regioni a classificazione di rischio moderato sono 10, contro le 11 di una settimana fa; cinque sono però ad alto rischio di progressione nelle prossime settimane.

L’Istituto superiore di Sanità ha anche rivelato oggi che quasi un caso su 5 di contagio da coronavirus in Italia è riferibile alla variante inglese: un dato che supera l’ipotesi di partenza (si stimava una circolazione del 5%, è invece del 20%). La variante inglese è più contagiosa almeno del 50% rispetto alle varianti circolate fino ad ora. Qui Paolo Giordano spiega il rischio di sottovalutazione delle varianti, e qui Sandro Modeo illustra nel dettaglio come il virus muti, incessantemente, per ingannare le nostre difese immunitarie, e per aggirare i vaccini.

Articolo in aggiornamento…

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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