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Covid, l’Alto Adige riapre (quasi) tutto. «Vogliamo governare in autonomia»

Un po’ come l’Isola delle Rose nel film: una provincia (molto) speciale, in cui la zona gialla, a partire da oggi, avrà sfumature più leggere rispetto al resto d’Italia. Passate le feste, in Alto Adige riapre quasi tutto: negozi, servizi alla persona, scuole in presenza (fino al 75%, senza aspettare l’11 gennaio), ma anche ristoranti fino alle 22, con la possibilità di cena su prenotazione. Il tutto in attesa dello sci, con impianti da riaprire il 18 gennaio e baite a numero chiuso. È il ritorno della cosiddetta «via altoatesina», il tentativo (già avviato la scorsa primavera nonostante i rimbrotti del ministro Francesco Boccia) di governare in maniera autonoma aperture e chiusure: talvolta in modo più restrittivo, spesso in modo più liberista.

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Il governatore

«Si tratta sostanzialmente di un ritorno alle misure già previste prima di Natale – ridimensiona il governatore Arno Kompatscher – ma non significa che abbassiamo la guardia. Monitoriamo l’andamento della situazione epidemiologica, pronti a intervenire con nuovi provvedimenti in caso di necessità. Dobbiamo tutti avere la massima prudenza, rispettare le regole e limitare i contatti per tenere sotto controllo la curva dei contagi e ridurre la pressione sul sistema sanitario. Gli operatori economici e il mondo della scuola hanno sofferto molto in questi mesi, e hanno bisogno di ripartire con più fiducia nel 2021».

Arditi

Lo stesso Kompatscher si ritrova in giunta a frenare gli assessori più arditi, che criticano spesso e volentieri la prudenza di Roma. È il caso dell’assessore con delega alla scuola tedesca Philipp Achammer, segretario della Svp, che ha buon gioco nello stigmatizzare i recenti balbettii del governo sulle lezioni in presenza. «Mentre a livello statale c’è una parziale marcia indietro, noi confermiamo la riapertura delle scuole senza rinvii. E la nostra non è una decisione avventata: ci siamo preparati alla sfida con ulteriori corse di bus e treni, ingressi e uscite scaglionate, screening e perfino test con i cani nelle scuole». Già, perché a partire da questi giorni il rottweiler Mira e il malinois Grace proveranno a fiutare gli alunni positivi agli ingressi degli istituti, un esperimento i cui risultati saranno ovviamente tutti da valutare. Una marcia trionfale dunque? Si vedrà. Intanto i dati di contagi e ricoveri tornano a preoccupare, tanto che il più autorevole immunologo locale, Bernd Gänsbacher, ritiene inevitabile nel prossimo futuro un nuovo lockdown. Anche il famoso test di massa, organizzato a novembre con grande efficienza logistica, non ha portato a un raffreddamento della curva come si sperava. E perfino nella somministrazione dei vaccini, nonostante le lamentele dell’assessore Thomas Widmann che reclama più dosi da Roma, per il momento procede a ritmo moderato, con una preoccupante percentuale di obiettori.

6 gennaio 2021 (modifica il 6 gennaio 2021 | 19:29)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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