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Covid, la mascherina va portata sempre con sé: indossata «in prossimità» di altre persone, maxi-multe da 400 a 1.000 euro


Covid, la mascherina va portata sempre con sé: indossata in prossimità di altre persone

Mascherina obbligatoria, ma con una giusta dose di buonsenso. Slitterà di una settimana il Dpcm con le nuove norme per contrastare l’aumento della diffusione del Covid-19, ma la misura sarà varata in un decreto assieme alla proroga dello Stato di emergenza dopo lo scivolone della maggioranza alla Camera per la mancanza del numero legale.
Tra le misure considerate più urgenti, oltre all’uso del dispositivo di protezione, c’è l’impossibilità per le Regioni di emanare ordinanze più soft rispetto ai provvedimenti dell’esecutivo. L’obbligo di coprirsi naso e bocca – dal quale sono esclusi i bambini sotto i sei anni, chi fa attività motoria e chi è affetto da patologie e disabilità non compatibili con l’utilizzo della mascherina – verrà codificato con più chiarezza: bisognerà infatti, si legge nella bozza del testo, «avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione» le mascherine, ma «l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto» scatterà quando «si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande».

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LA DISTANZA
Il divieto non riguarderà chi fa sport e attività motoria e le persone con patologie e disabilità. Resta da chiedersi – e lo faranno in tanti – cosa si intende per «prossimità con altre persone». Probabilmente i due metri imposti dalle regole per il distanziamento. In ogni caso si dovrà portare la mascherina anche in auto se accanto ci saranno degli amici e non dei familiari o conviventi. Mentre non sarà necessario indossarla in bici, in motorino e in macchina.
La protezione di naso e bocca è considerata fondamentale, ma senza perdere la ragione, sebbene nel Lazio e in Campania l’obbligatorietà sia stabilita anche se si passeggia alle tre di notte e con il deserto intorno. Ne sanno qualcosa i francesi che, davanti alla disposizione di indossare il dispositivo di protezione non appena fuori di casa, si sono rivolti al Tar di Strasburgo ed è arrivata la bocciatura del decreto del prefetto del Basso Reno che ne aveva imposto l’uso.
Il Dpcm dovrebbe prevedere, inoltre, le sanzioni amministrative da 400 a mille euro per chi non rispetta l’obbligo e per quei gestori dei locali che non fanno rispettare i divieti, così come l’aumento dei controlli per evitare gli assembramenti. Inoltre verrà disposto il tampone obbligatorio per chi arriva da Gran Bretagna, Belgio e Olanda. Non ci sarà invece, almeno per il momento, alcuna restrizione di orari per bar, ristoranti e locali. Sia il premier Conte che il ministro Speranza continuano a non volere «il coprifuoco».

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Altro punto che sarà inserito nel dl è quello che riguarda i poteri delle Regioni. La bozza stabilisce che i governatori possano sempre adottare ordinanze anti contagio più restrittive di quelle disposte dai Dpcm, ma potranno adottarne di «ampliative», quindi più permissive, solo nei casi in cui i Dpcm espressamente lo prevedano e previo parere conforme del Cts. Rimarrà, poi, in vigore la piattaforma unica nazionale Immuni per l’allerta dei soggetti venuti in contatto con persone positive al Covid: resterà operativa fino al 31 dicembre 2021 (non più il 31 dicembre 2020). Dopo quel termine tutti i dati personali dovranno essere «cancellati o resi definitivamente anonimi». Immuni potrà anche dialogare con altre piattaforme europee, e quindi il tracciamento continuerà anche all’estero per chi viaggia in Europa.

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L’EPIDEMIA
Ogni provvedimento verrà preso a seconda dello sviluppo dell’epidemia. Le disposizioni, infatti, potranno essere ancora più restrittive qualora i dati dei contagi aumentassero. Il governo ipotizza quattro gradi di intervento, con eventuali chiusure di attività commerciali e culturali, di pari passo con la diffusione del Covid. Saranno – ma si spera che non debba accadere – chiusure a ritroso. Se le ultime attività ad aprire sono state le palestre, i cinema, i teatri. Saranno proprio queste, purtroppo, le prime a dover richiudere. E via via con i parrucchieri, i centri di estetica, fino ai ristoranti e ai negozi. In un scenario che nessuno si augura di rivedere più.
 

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  Ultimo aggiornamento: 09:56


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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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