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Covid, allo studio soglie più rigorose per zone Italia. Obiettivo: facilitare vaccinazione

Governo e Regioni sono d’accordo: dopo le festività in zona rossa nessun ‘liberi tutti’. Anzi. I dati sul tasso di positività sono tornati a crescere e la ripartenza post-epifania dovrà essere molto cauta. Così, nel vertice di ieri che si è concluso oltre la mezzanotte, alla presenza dei ministri per le Autonomie e della Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza, e alcuni presidenti di Regione, si è pensato a criteri di valutazione più rigidi dal 7 gennaio. Provvedimenti che potrebbero essere formalizzati già in serata, quando è attesa la firma su un’ordinanza-ponte fino al 15 gennaio, giorno in cui scadranno i termini dell’ultimo decreto del governo: in giornata è infatti previsto un nuovo vertice di governo.

Un punto di accordo è stato trovato sulla possibilità di abbassare le soglie dell’Rt per accedere alle varie zone di rischio, così da evitare che, in periodo di vaccinazione, gli ospedali e le strutture sanitarie si ritrovino eccessivamente appesantite dall’afflusso di persone contagiate. “Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione”, ha infatti spiegato Speranza, a quanto si apprende. “La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1 – ha aggiunto Boccia – La zonizzazione e le responsabilità dei territori – prosegue Boccia – hanno funzionato perché hanno portato il Paese da 1.72 a 0.8. E questo è un risultato oggettivo”.

C’è poi la possibilità di una nuova zona rossa nel prossimo weekend, come ha proposto, secondo le fonti, lo stesso Speranza: “Valutiamo l’ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei Comuni più piccoli per gli spostamenti. Dopo aver raccolto i contributi dei presidenti, domani (oggi, ndr) si tireranno le somme con il Governo”. Una proposta che ha trovato d’accordo i governatori che, però, chiedono una programmazione almeno a medio termine e che alle chiusure corrispondano adeguati ristori per le attività che ne saranno penalizzate.

Discussione aperta anche sulla riapertura delle scuole. È allo studio un provvedimento-ponte che porti dal 7 al 15 gennaio, ultimo giorno in cui sarà in vigore l’ultimo decreto, con i presidenti di Regione che in molte aree non vorrebbero riaprire gli istituti scolastici il 7 gennaio, anche a costo di decidere per conto loro. Tra le argomentazioni avanzate dagli amministratori locali anche quella secondo cui non sarebbe razionale una riapertura con il rischio di richiudere nelle molte regioni che tra venerdì e sabato potrebbero essere dichiarate arancioni, se non rosse. Al momento, elementari e medie tornano in presenza dal 7 gennaio, mentre sulla riapertura delle superiori diversi governatori ritengono che sia decisivo aspettare l’esito del monitoraggio, previsto l’8 gennaio.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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