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Covid 19, caos badanti: solo in quattro Regioni tampone obbligatorio

Non solo case di riposo. C’è un’emergenza Covid legata agli anziani silente e sepolta. Parliamo di coloro, autosufficienti e non, affidati alle cure di una badante. Gran parte di queste — il 70% — sono straniere. Su 850 mila lavoratrici (parliamo in larghissima parte di donne) 350 mila vengono dai Paesi dell’Est dove la diffusione del contagio ha preso piede negli ultimi mesi. Molte di queste lavoratrici sono tornate nei loro Paesi durante l’estate e ora stanno rientrando. Il problema è che la loro residenza spesso è proprio nel domicilio dell’assistito. E così si arriva al paradosso. Con le badanti che fanno a quarantena a casa dell’anziano e l’anziano che nell’attesa si trasferisce in albergo. «E’ proprio quello che ci ha segnalato oggi un nostro associato di Napoli — spiegano in Assindatcolf, associazione che rappresenta le famiglie datrici di lavoro —. In questo caso una badante è tornata dall’Ucraina ed è stata messa in isolamento fiduciario a casa dell’assistito. La residenza, però, aveva un unico bagno e così il proprietario dell’alloggio è uscito di casa per lasciare spazio alla badante».

In Campania e Piemonte, per come stanno oggi le cose, è il datore di lavoro che deve garantire la possibilità per la dipendente di svolgere la quarantena, se necessario trovandole un alloggio adeguato. In Emilia Romagna è la Regione a garantire l’alloggio. In ogni caso ogni Regione ha fissato regole diverse. C’è poi la questione del tampone. «Abbiamo chiesto che venga fatto il doppio tampone a tutte le badanti che tornino dai loro Paesi, sarebbe la cosa più semplice e sicura. E poi che vengano sottoposte a controlli periodici. Il problema è che anche su questo in ogni regione ci sono regole diverse. Il Veneto per primo ha introdotto il doppio tampone. La stessa cosa hanno fatto l’Emilia Romagna, il Piemonte e il Lazio. Ma la maggior parte delle Regioni non prevede nulla. Per questo abbiamo scritto a Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni, per chiedere un intervento coordinato e uguale su tutto il territorio nazionale. Oggi per le famiglie è difficile persino accedere alle informazioni su come comportarsi», spiega Andrea Zini, vicepresidente di Assindatcolf.

Poi c’è una questione aperta legata al pagamento della malattia. Le badanti positive asintomatiche sono in malattia a carico della famiglie. L’indennità di malattia dovrebbe poi essere rimborsata. «Non abbiamo ancora capito, però, come dovrebbe avvenire questo rimborso», sottolinea Zini. «Aspettiamo che il ministero ci dica cosa devono fare le famiglie per avere indietro quanto versato. In generale secondo noi le badanti andrebbero equiparate agli operatori della sanità e quindi avere i vaccini non appena disponibili».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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