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Covid, 10mila contagi: nel governo c’è chi pensa a un’altra stretta | Vertice fiume a Palazzo Chigi su Manovra e sul nuovo Dpcm

Tra i ministri c’è chi sostiene una sorta di coprifuoco, con tutti i locali chiusi dalle 22 o le 23. Nulla è deciso, anche perché nel governo si confrontano due linee. C’è chi, come M5s e Iv, è per mantenere in questa fase maggiore prudenza. E c’è chi, come Pd e Leu, ritiene invece che si debba agire subito, senza indugio, anche con misure più dure “per evitare di dover poi ricorrere al lockdown”.

Giuseppe Conte resta dell’idea che le misure debbano essere “proporzionate”:  invoca una strategia comune Ue per evitare “distruzione per tutti” e annuncia “molto presto” 200 o 300 milioni di vaccini.

Vertice fiume a Palazzo Chigi, dopo Manovra si discute del nuovo Dpcm Covid Prima la Manovra, poi il nuovo Dpcm Covid. Lunga notte di discussione a Palazzo Chigi, dove si sono esaminati i capitoli della prossima legge di bilancio. Al termine del primo round si parlerà dell’ipotesi di un nuovo Dpcm Covid. Sabato mattina si terrà la riunione tra governo e Regioni. Solo dopo l’esecutivo si appresterà a chiudere il nuovo Dpcm per le  ulteriori restrizioni anti-contagio. 

Le Regioni, intanto, si muovono in ordine sparso. Arrivano nuove strette in Campania, Lombardia, Piemonte. Il governo cercherà un maggiore coordinamento in una riunione convocata in mattinata da Francesco Boccia con Speranza, il commissario Domenico Arcuri e i governatori. Arcuri chiede loro di attivare 1.600 posti in terapia intensiva per i quali sono stati inviati i materiali. E Conte avverte che “chiudere in blocco le scuole non è la migliore soluzione”, riferendosi a De Luca.

Il governo, ipotizza la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, potrebbe impugnare quella scelta: “Gli studenti campani invece di essere in classe sono in giro per i centri commerciali”, denuncia. La linea comune del governo e’ che le scuole non vadano chiuse. Alcuni ministri ipotizzano di rafforzare le lezioni a distanza (già ora possibili, nell’autonomia dei singoli istituti) e di scaglionare di più gli orari, con classi anche nel pomeriggio. Ma non chiudere del tutto le aule.

L’esecutivo, avverte Boccia, ha offerto e continua a offrire alle Regioni tutto il supporto possibile, ma prima di toccare scuola e lavoro bisogna dare risposte attivando tutte le terapie intensive.

Servono però nuove misure restrittive a livello nazionale, per arrestare la risalita della curva, invocano Franceschini e Speranza. Il Cts, che aveva consigliato di scaglionare gli orari per alleggerire i trasporti, è pronto a riunirsi per dare un parere. Il capo delegazione Pd chiede a Conte un vertice non appena tornato a Roma dal Consiglio europeo a Bruxelles. L’ipotesi è che si tenga nella notte tra venerdì e sabato, per un nuovo Dpcm già nel weekend. Ma il premier non si sbilancia sulle nuove misure, conferma gli impegni in agenda fino a tarda sera, e si prende ancora qualche ora per valutare. Su cosa fare, del resto, i suoi ministri non sono d’accordo. C’è chi vorrebbe tornare a restrizioni simili a quelle in vigore nelle prime fasi dopo il lockdown. I più duri vorrebbero una stretta maggiore agli sport, anche per i ragazzi, e ad altre attività considerate non necessarie, oltre che far chiudere locali e negozi alle 22, con una sorta di coprifuoco.

Picco di contagi I Cinque stelle, difendendo quanto fatto da Azzolina sulla scuola e chiedono “uniformità sui trasporti”, per evitare assembramenti. In Italia ci sono oltre 100mila persone positive al coronavirus: con 10.010 nuovi casi, contro gli 8.804 di giovedì.

Alle Regioni con indice di contagio superiore a 1, spiega il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi, sono state consigliate “chiusure mirate, che riguardino circoli, palestre, esercizi commerciali non essenziali”. E smart working come “forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese”. Per poter garantire la sicurezza sul trasporto pubblico.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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