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Così Berlusconi è entrato in contatto con il coronavirus

Capri, Pantelleria e soprattutto Villa Certosa, Sardegna. La storia del contagio di Silvio Berlusconi e della compagna Marta Fascina – che rischia di trasformare in un cluster anche la villa di Arcore – parte da lontano e arriva a ieri. Di fronte a un esame effettuato per lasciarsi definitivamente alle spalle l’incubo di un contagio in Sardegna, Berlusconi scopre a sorpresa di essere positivo al Covid-19. È mercoledì 2 settembre 2020, ieri. A questo punto della storia il filone del cluster di Villa Certosa, che almeno nell’ottica dell’ex premier sembrava un lontano ricordo anche se gravido di preoccupazioni per i figli Barbara e Luigi, torna prepotentemente al centro del racconto.

Chi ha contagiato Silvio Berlusconi e la compagna? Com’è stato possibile che una persona affetta da diverse patologie, anche se munita di quella «forza» che persino un avversario come Luigi di Maio gli ha riconosciuto pubblicamente, sia entrato in contatto col virus nella Fase 3 dopo una Fase 1 passata nientemeno che in Francia, lontano da quell’Italia che inizialmente sembrava il malato d’Europa?

Nelle ultime settimane «il Presidente» ha trascorso del tempo sia con la primogenita Marina (in Francia) che con Barbara e Luigi (in Sardegna). Mentre gli ultimi sono risultati positivi al Coronavirus, la prima, insieme a tutta la sua famiglia, ha fatto un tampone nelle ultime ore. Esito: «negativo».

Il nastro da riavvolgere è quello delle vacanze in Sardegna, con la maledizione del Covid-19 che si abbatte su gran parte dello staff di Villa Certosa. Come arriva il virus? L’ipotesi più accreditata è che arrivi da Capri, dove Barbara Berlusconi si reca con alcuni tra familiari e amici, molti dei quali positivi. Tra questi anche l’ex marito e la sua nuova fidanzata. Il fratello Luigi, già ripartito alla volta di Pantelleria ignaro dei sintomi di cui ha iniziato a soffrire la sorella maggiore, viene fermato prima di mettere piede sull’isola siciliana. Anche questo tampone risulterà «positivo».

Qualche giorno dopo ferragosto, Berlusconi sa che il virus ha già accerchiato Villa Certosa, dove Barbara e Luigi avevano già avuto modo di trascorrere i giorni precedenti. E non da soli, visto che in casa c’è un andirivieni (in quei giorni amici dei figli, amici degli amici, personale si servizio e di scorta, forse quasi cento persone) in cui la «regola numero uno» imposta nei giorni precedenti ai politici di Forza Italia arrivati per fare delle riunioni («presentatevi solo con un risultato negativo del tampone») potrebbe essere stata disattesa. O forse no, dato che basta un contatto con un positivo per cancellare idealmente il foglietto di carta con su scritto «negativo» che gli ospiti della residenza sarda del Cavaliere sono obbligati a presentare all’ingresso.

L’atmosfera che si respira dentro le mura della residenza estiva cambia segno rispetto alla spensieratezza che aveva contraddistinto i antecedenti al 15 agosto. Il 14 sera, tanto per dirne una, c’era stata una festa, presente anche Paolo Berlusconi, con numerosi ospiti, anche del mondo dello spettacolo. Si arriva al 19 agosto.

Berlusconi decide di rientrare in fretta e furia ad Arcore, si concede anche una sosta sul lago di Angera, dove c’è una dimora di famiglia. Sono due i tamponi a cui si sottopone fino al 25. Esito «negativo». A questo punto della storia, l’ex premier è convinto di essere riuscito a dribblare miracolosamente il virus. Si muove da casa, riceve delle persone ad Arcore, fa un salto in Francia, ritorna a villa San Martino all’inizio di questa settimana, convinto che di aver lasciato dietro di sé una distanza troppo lunga dal cluster di Villa Certosa. Non così lunga per il Covid-19, come dimostrerà quello che accade nella scena madre. Il risultato del suo tampone, poi quello di Marta Fascina, poi chissà.

3 settembre 2020 (modifica il 3 settembre 2020 | 17:10)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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