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Cosa cambia dal 26 febbraio: le Regioni chiedono di bloccare gli spostamenti (e non solo)

Il Governo Draghi a breve dovrà decidere cosa fare il 26 febbraio, quando viene meno il divieto di spostamento tra Regioni. Dopo la decisione lampo presa sulla chiusura degli impianti di sci, questa sarà la prima scelta del nuovo Governo Draghi in merito alla lotta al Covid e questa sarà utile per capire quale sarà la strategia che si deciderà di adottare.

In attesa di capire cosa deciderà Mario Draghi per lo spostamento tra Regioni, sembra che le dirette interessate abbiano già le idee chiare. A tal proposito, oggi è previsto il vertice tra i Governatori, i quali proveranno a trovare un accordo da presentare al Governo.

La situazione sanitaria non è delle migliori: il trend è in crescita e l’Istituto Superiore di Sanità ha raccomandato di “restare a casa il più possibile”. Ed è per questo che le Regioni stanno pensando ad una soluzione per bloccare ulteriormente gli spostamenti.

Spostamenti tra Regioni bloccati anche dopo il 25 febbraio?

L’ultimo atto del Governo Conte è stato quello di prorogare il blocco degli spostamenti tra Regioni gialle fino al 25 febbraio. La prossima settimana, quindi, spetterà a Mario Draghi decidere se autorizzare la libera circolazione oppure se limitarla ancora.

A tal proposito, le Regioni sembrano avere già le idee chiare a riguardo e il loro pensiero verrà definito durante l’incontro in programma oggi. Queste, infatti, chiedono la massima prudenza e l’idea sembra essere quella che porta alla modifica del sistema di divisione per fasce.

Nel dettaglio, le Regioni sembrano favorevoli a rivedere, già dalla prossima settimana, il meccanismo di divisione per fasce: l’allarme varianti, infatti, impone prudenza, ed è per questo che l’idea è quella di avere tutta Italia in zona arancione per qualche settimana.

Da domani dovrebbero passare in zona arancione Campania, Molise ed Emilia Romagna (che si aggiungono ad Abruzzo, Liguria, Toscana e Umbria), ma queste potrebbero essere da sole per pochi giorni. Le Regioni, infatti, chiedono un cambio di passo, necessario anche per evitare continue aperture e chiusure che oltre a disorientare i cittadini penalizzano i titolari delle attività.

Meglio, quindi, fare qualche sacrificio per un paio di settimane piuttosto che passare ad intermittenza tra giallo e arancione. Un’idea che piace alle Regioni e anche al Ministro della Salute, Roberto Speranza: bisognerà capire cosa ne pensa il nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi.

D’altronde, ci sono molte Regioni che già questa settimana hanno rischiato il passaggio in zona arancione, il quale probabilmente è stato rinviato di appena una settimana: ci riferiamo a Lazio, Piemonte e Lombardia.

Perché le Regioni vogliono tutta Italia in zona arancione

L’ordine del giorno della conferenza delle Regioni prevista per oggi pomeriggio (esattamente alle ore 17:00, seguiranno aggiornamenti) è chiaro: “valutazione dell’attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo DPCM”.

Le Regioni, quindi, non si limiteranno a discutere in merito agli spostamenti: come spiegato da Attilio Fontana, Governatore della Lombardia, c’è necessità di rivedere il sistema della “colorazione” delle Regioni, in quanto “è meglio prevedere restrizioni omogenee su tutto il territorio nazionale”.

Non tutti però sono favorevoli all’idea di avere tutta Italia in arancione dal 26 febbraio: ad esempio, il Giovanni Toti – Governatore della Liguria – si è detto scettico rispetto a questa possibilità in quanto, ricordiamo, vorrebbe dire nuova chiusura per bar e ristoranti. Per Toti non sembra essere un progetto sostenibile: vedremo quale sarà l’orientamento che emergerà dall’incontro di oggi e – soprattutto – cosa deciderà a riguardo il Governo Draghi.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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