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Coronavirus: un piano del 2007 dell’Asl Bergamo prevedeva tutto, ma è rimasto inattuato

BERGAMO. C’erano linee guida per lo stoccaggio dei dispositivi di protezione per i medici di base, le «procedure ad hoc» necessarie nelle case di riposo e l’incremento dell’assistenza domiciliare, che tanto è mancata in uno dei territori più colpiti dal coronavirus. Tutte le misure di prevenzione erano contenute in un Piano pandemico locale elaborato nel 2007, dopo quello regionale, dall’allora Asl di Bergamo, oggi Ats, e rimasto in gran parte inattuato. Un documento acquisito dalla procura di Bergamo che indaga sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro, e che l’Agi ha ottenuto attraverso un accesso agli atti. «Se quel piano che risale a tredici anni fa fosse stato applicato – riflette Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo – le cose sarebbero andate diversamente». 

Il dossier di una quarantina di pagine, che contiene decine di nominativi di riferimento di funzionari e dirigenti preposti alla sua attuazione, che per la maggior parte nel frattempo sono andati in pensione, non è mai stato aggiornato. Ma già all’epoca evidenzia i temi cruciali in caso di pandemia, a cominciare dai dispositivi di protezione individuale necessari per medici e operatori sanitari, che di fatto sono mancati, favorendo la diffusione del contagio nei luoghi di cura. Ma anche il «piano di incremento dell’assistenza domiciliare in sincronia col piano pandemico locale, previa definizione di accordi con le organizzazioni sindacali di categoria, individuazione e accantonamento delle risorse necessarie».

Chi ha elaborato il documento aveva già intuito anche le difficoltà che si sarebbero manifestate nelle rsa, che invece si sono trovate impreparate diventando il luogo simbolo dell’ecatombe. Nel frattempo va avanti l’inchiesta della procura di Bergamo, che nei mesi scorsi è arrivata fino a Palazzo Chigi per ascoltare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e alcuni suoi ministri, dopo che erano stati sentiti i vertici di Regione Lombardia. Secondo Pier Paolo Lunelli, autore di un dossier in mano ai pm, l’assenza di un piano pandemico adeguato a livello nazionale ha reso più complicato anche individuare chi dovesse fare e cosa. Di conseguenza, oggi, è più difficile identificare gli eventuali responsabili di ciò che è successo.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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