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Coronavirus, Mattarella: “Per tenere aperta l’Italia serve la responsabilità di tutti”

Roma, 9 ottobre 2020 – Nella seconda ondata di Coronavirus i contagi volano, e il rischio che i casi superino ampiamente la doppia cifra è reale. Le Regioni sono pronte a nuove restrizioni e ci si domanda se possono essere previste limitazioni agli spostamenti, anche tra nazioni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama tutti a una maggiore responsabilità, per non chiudere scuole, fabbriche, uffici e confini: ”La libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione’‘. Alcuni governatori però parlano già di lockdown. Il presidente dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, sarebbe contrario a “un nuovo lockdown generalizzato”, ma “se il contagio aumenterà e troveremo situazioni più preoccupanti si dovrà essere pronti a eventuali maggiori restrizioni. Tutto dipende dai comportamenti che ognuno di noi adotta e dai controlli messi in campo”. Mentre è più drastico Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che minaccia una nuova quarantena a fronte di “mille contagi e 200 guariti”. Invece il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese non vuole “neanche parlare” di nuovi lockdown, e chiede ai ragazzi più senso della responsabilità.

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Fontana

“Ragazzi serve la vostra attenzione e collaborazione”, presidente della Lombardia Attilio Fontana ha postatao un video su Facebook dal per chiedere “attenzione” e mascherina ai giovani anche a scuola e al ristorante. “La nostra Regione sta andando meglio rispetto ad altre, ma i contagi sono in crescita e lo vedete. Devo chiedervi più attenzione e responsabilità: distanza, igiene delle mani, mascherina tra amici, al ristorante, fuori la sera, a scuola in piazza”. E aggiunge: “La nuova normalità in cui ci troviamo richiede il lavoro di tutto. Pensate ai vostri genitori, ai vostri nonni, ai vostri amici a voi stessi in questa lotta che ci vede tutti indispensabili”. Infine: “Lunedì ho convocato il Comitato Tecnico Scientifico regionale per ragionare sulla strategia da seguire. Nel frattempo, già da questo week end vi raccomando di seguire quelle poche regole che ci hanno portato fuori dal tunnel nei mesi scorsi: mascherina, distanziamento sociale e igiene delle mani”.

possibilità di ridurre la quarantena da 14 a 10 giorni è possibilista: “Ci stiamo pensando, sulla base delle evidenze scientifiche di questo momento particolare. La quarantena secondo noi può essere ridotta a dieci giorni come si fa in Germania, con un tampone invece di due tamponi. È qualcosa che stiamo consigliando come consiglieri scientifici del ministro Speranza e spero che il Governo lo prenda in considerazione”. In generale sulla tenuta del sistema ospedaliero dice: “Questo è un virus insidiosissimo che sta di nuovo riempiendo gli ospedali. Non siamo al collasso no, ma siamo in una situazione di grandissima pressione”.

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Guerra

Molto si è discusso nei mesi scorsi sulla cosiddetta ‘immunità di gregge’.  Oggi Ranieri Guerra, vice direttore generale delle iniziative strategiche dell’Oms, è lapidario: “L’immunità di gregge? Scordatevela. Oltre il 90% della popolazione è ancora suscettibile al Coronavirus. Prima di arrivare ad una immunità di gregge ci vorranno anni e costi umani inaccettabili”. Ranieri Guerra affronta poi il tema dell’aumento dei contagi: “Le scuole in Italia sono in sicurezza, ma inevitabilmente portano a un aumento dei casi perché è una comunità ampia e variegata che si apre e contribuisce in maniera non ragguardevole alla diffusione del virus, ma in modo crescente. Ma io più che sulle scuole andrei a guardare l’intasamento del trasporto pubblico, la ristorazione, gli eventi mondani, di divertimento di riapertura alla vita sociale che hanno portato alla diminuzione della cautela”.

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Lopalco

“Il dibattito in queste ore sembra concentrato sulle mascherine. Ma non è questo il punto. E’ necessario limitare i contatti al minimo indispensabile: lavoro e famiglia. Tutto ciò che possiamo rimandare a tempi migliori rimandiamolo”. A dirlo all’Adnkronos Salute Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia che invita tutti, in questa delicata fase di risalita dei contagi, a ridurre le occasioni di contatto con gli altri.

Verso nuove restrizioni

Il ministro Boccia

“Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia. Che poi precisa: “Non escludere interventi in caso di aumenti dei contagi non significa chiudere, ma essere pronti a ogni intervento. Evitiamo di generare preoccupazioni. La priorità assoluta per il Governo e per le Regioni è difendere lavoro e scuola. Oggi le reti sanitarie regionali funzionano bene per il lavoro congiunto di rafforzamento quotidiano fatto tra Stato e Regioni. In questi giorni convocheremo con il presidente Bonaccini la cabina di regia per fare il punto sulle proposte delle Regioni così come stabilito ieri in conferenza Stato-Regioni”.

Bonaccini e le Regioni

In mattinata ha parlato anche il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: “Se il contagio aumenterà e troveremo situazioni più preoccupanti si dovrà essere pronti a eventuali maggiori restrizioni. Tutto dipende dai comportamenti che ognuno di noi adotta e dai controlli messi in campo. Dobbiamo stare attenti a non tornare indietro perché un nuovo lockdown generalizzato, il Paese non se lo può permettere”. Bonaccini ha scritto una ettera alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, “per chiedere come presidenti di Regione che nei territori sia garantita l’attivazione dei controlli anche da parte delle Forze dell’ordine. E’ evidente che le tante misure che prendiamo devono avere anche una forma di controllo per evitare di interrompere tutto”.

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Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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