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Coronavirus Italia, indice Rt a 0.75: più asintomatici e diminuisce l’età di chi si ammala

Secondo il report settimanale di ISS e ministero della Salute, riferito al periodo 17-23 agosto, l’età mediana di chi contrae il virus è scesa a 29 anni. I nuovi casi di Covid19 arrivano principalmente dall’Italia e sono, in maggior parte, asintomatici. Sono 1374 i focolai attivi di cui 490 nuovi. Le raccomandazioni di Rezza: “Mascherina nei luoghi affollati, evitare assembramenti e lavarsi frequentemente le mani”

Il report settimanale di monitoraggio dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA – LO SPECIALE) – redatto dal ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità e riferito al periodo 17-23 agosto – conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la quarta settimana consecutiva, con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 10/8-23/8) di 14.93 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all’inizio di giugno. L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 6-19 agosto 2020, inoltre, è pari a 0.75.

Virus contratto principalmente in Italia

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La maggior parte dei casi continua ad essere contratta sul territorio nazionale (risultano importati da Stato estero il 20,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio). Tuttavia “si osserva rispetto alla settimana precedente un aumento di casi importati da altra Regione/PA (dal 2,3% nella precedente settimana di monitoraggio al 15,7% nella settimana corrente)”. Il report ha riscontrato anche una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, “nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.

Età mediana dei casi scesa a 29 anni

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In Italia, come in Europa e globalmente, “si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da SARS-CoV-2 con un forte abbassamento dell’età mediana della popolazione che contrae l’infezione”. L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana “è di 29 anni, confermando un trend in diminuzione”. La circolazione, si legge nel report, “avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità”.

L’indice Rt a 0.75

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L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 6-19 agosto 2020, è di 0.75 (0.52 – 1.24). Questo indica, si legge nel documento, “che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento deicontatti e dei casi importati da stato estero (categorie non mutuamente esclusive), vi è stata una lieve diminuzione del numero di casi sintomatici contratti localmente e diagnosticati nel nostro Paese”. Tuttavia, spiegano gli esperti, bisogna “interpretarlo con cautela. Infatti Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale”.

Il 68% dei casi rintracciati grazie allo screening

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Nel periodo analizzato dal report il 36% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 32% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici, il 27% del totale, o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5%). Quindi, complessivamente, il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie all’intensa attività di screening e all’indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Da cui emerge inoltre che 16 regioni “hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati da stato estero”.

1374 i focolai attivi di cui 490 nuovi

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Sia i focolai attivi che quelli nuovi sono in aumento per la quarta settimana consecutiva. Sono 1374 i focolai attivi di cui 490 nuovi (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 1.077 focolai attivi di cui 281 nuovi). “Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti. I servizi territoriali sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus ma, qualora dovesse persistere l’attuale trend di incidenza in aumento, le capacità di risposta di questi servizi potrebbero essere messe a dura prova”. Questo quanto emerge dal monitoraggio. Per focolaio, si spiega, è intesa l’individuazione di 2 o pià casi positivi tra loro collegati.

Rezza: “Focolai causati da chi rientra da aree turistiche dove circola molto il virus”

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“Sono molti i focolai identificati nelle diverse regioni italiane, la maggior parte di questi è causato da persone che rientrano da aree turistiche ad alta incidenza di circolazione virale”, ha spiegato Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, commentando il report. “I focolai vengono prontamente individuati, in questo momento, anche grazie all’aumento dei tamponi e dei test che vengono eseguiti – ha proseguito – E che è in parte conseguenza dell’ordinanza del ministro della Salute dello scorso 12 agosto. Rimane la necessità di aderire alle raccomandazioni delle autorità sanitarie e, innanzitutto, evitare assembramenti, portare sempre la mascherina in luoghi affollati, mantenere il distanziamento fisico e lavarsi frequentemente le mani”.

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Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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