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Coronavirus, in nove giorni raddoppiati i nuovi casi. D’Amato: “Effetto Gravina. Paghiamo le feste per l’Italia”

Oltre 2000 casi in più di Coronavirus in poco più di una settimana. Una curva dei contagi che dai 2078 casi positivi dell’11 luglio è arrivata ai 4140 dell’ultimo aggiornamento di martedì 20 luglio, ovvero nel volgere di 9 giorni. E’ l’effetto della Variante Europeo, o come l’ha definito l’assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria, Alessio D’Amato dell”Effetto Gravina“. 

Stiamo pagando il cosiddetto “effetto Gravina” ma senza complicazioni negli ospedali. I casi sono ancora destinati ad aumentare per l’effetto del calo di tensione in occasione dei festeggiamenti per gli Europei, che durerà ancora alcuni giorni – ha dichiarato l’assessore D’Amato  a margine della consegna degli attestati di benemerenza per l’impegno profuso durante la pandemia agli operatori informatici di Laziocrea . I positivi sono perlopiù  giovani ancora non vaccinati e questo significa, ancora una volta, quanto sia importante vaccinarsi e raggiungere l’immunità di gregge. La situazione è sotto controllo e nel Lazio i casi attualmente positivi complessivi sono la metà di altre grandi regioni, quindi nessun allarme e vaccinarsi. Ancora una volta ricadono sulle spalle del SSR e dei suoi operatori, l’onere e gli effetti del calo di tensione“.

Casi raddoppiatti nel Lazio 

Numeri a Roma e nel Lazio che oltre all’Effetto Azzurri devono tenere conto anche del rompete le righe, con focolai ed aumento dei positivi legati non solo ai caroselli per l’Italia Campione d’Europa ma anche alle prime serate in spiaggia e nei locali all’aperto dove si balla e si attende l’alba ed ad un progressivo ritorno alla normalità pre pandemia dove le misure per contenere il contagio sono state un po’ allentate in conseguenza della fine del coprifuoco.

Variante Europeo 

 A parlare sono proprio i dati che le Aziende Sanitarie Locali rendono noti nei quotidiani bolletini resi pubblici sulle pagine di SaluteLazio. Così se il bollettino dei nuovi contagi dello scorso 11 luglio (poche ore prima della vittoria degli Azzurri a Wembly contro l’Inghilterra), indicava 122 positivi nella Capitale e 164 in tutto il Lazio, quello di 9 giorni dopo (ovvero di martedì 20 luglio) porta la Capitale nuovamente sopra la soglia dei 500 casi (557 per la precisione) con 681 positivi al Covid19 in tutto il Lazio (ovvero + 435 nella Capitale e + 517 nel Lazio) con i dati destinati ad incrementarsi nei prossimi giorni con gli esiti dei tamponi effettuati dopo i caroselli per la Nazionale. 

La variante Delta 

Spauracchio della nuova ondata la Variante Delta, già prevalente in tutte le Asl dallo scorso 15 di luglio con i due terzi dei casi concentrati nell’area metropolitana di Roma. 66% dei casi con variante Delta, che ha un’età inferiore ai 30 anni e l’età media dei contagiati è di 29 anni. Il 76,5% dei casi con variante Delta risulta non vaccinato e se consideriamo anche i vaccinati con una sola dose, la percentuale supera il 90%.

Le vacanze all’estero 

Effetto Gravina, per utilizzare il termine dell’assessore D’Amato che, numeri alla mano, ha portato ad oltre 150 contagi con i focolai “Azzurri” che hanno riguardato da vicino le zone di Ostia, Monteverde, Quartiere Trieste e Balduina, dove un cluster ha interessato bambini, genitori ed operatori di un centro estivo. Problemi anche per molti giovani italiani andati in vacanza all’estero, come nel caso di Malta dove 13 giovani romani (di età compresa fra i 17 ed 19 anni) sono rimasti bloccati in una casa vacanze senza assistenza sanitaria, costretti a fare affidamento su un medico che li visita in modo volontario e sul padrone di casa che gli procura cibo e farmaci. Un incubo che ha trovato la denuncia dei genitori che chiedono di poter riabbracciare i loro figli una volta effettuata la quarantena e scongiurato il rischio di contagio. 

L’appello dell’assessore D’Amato 

Da qui una serie di appelli come quello di D’Amato che domenica scorsa affermava: “Vaccinarsi ora – ha detto – consentirà di riprendere in sicurezza l’anno scolastico”. Il vaccino è la “strada maestra“. Invito che D’Amato ha rivolto e rivolge soprattutto alla fascia d’età 12-16 e alle loro famiglie: “Chi ancora non lo ha fatto deve vaccinarsi. Solo così si può limitare le complicazioni della malattia, favorendo la riduzione della circolazione del virus“.

Vacanze in Italia 

Appello alla cautela e ad non abbassare la guardia ribadito anche dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ai microfoni di Sky TG24 ha affermato: “Chi va all’estero in questo periodo è possibile che al suo rientro dovrà fare la quarantena o dovrà farla nei Paesi nei quali si sta recando”. “Ferma restando la libertà di tutti, viaggiare all’estero in questo momento comporta un rischio superiore che non rimanere in Italia. Con il mare, la montagna, le città e le bellezze che abbiamo, pensarci due volte forse è opportuno“. 

Vaccini agli under 16 

Contagi che riguardano soprattutto i giovanissimi in relazione ai quali è intervenuta la Dottoressa Teresa Rongai, segretario della Federazione Italiana Medici del Lazio, schierata in prima linea negli hub vaccinali della Regione: “Sono oltre 50.000 le dosi somministrate ai ragazzi under 16 nella Regione Lazio, ma ancora non basta. Tra poco riapriremo le scuole e non saremo pronti se non ci vacciniamo tutti.” 

Sono le parole di chi come i medici pediatri di libera scelta della FIMP Lazio ha toccato con mano un anno molto complesso, sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista psicologico sanitario. La medicina del territorio, filtro e barriera fondamentale nel contrasto alla pandemia di Sars Covid 19 ora si trova ad affrontare un nemico che diventa sempre più veloce: “Ora dobbiamo combattere le varianti – prosegue la Rongai – Se io sono vaccinato ed entro in contatto con la variante Delta posso prendere il raffreddore, ma non replico il virus e dopo qualche giorno il virus muore – spiega – Nei giorni in cui il virus non è ancora morto io entro in contatto con una persona X se la persona è vaccinata accade esattamente quello che è accaduto a me e di conseguenza in questo modo il virus non si replica e muore, altrimenti il virus continua a fortificarsi, passando da una persona all’altra e in questo modo muta e così si creano nuove varianti.”

Conclude poi la dottoressa Rongai: “ Dobbiamo ritenerci fortunati perché siamo gli unici insieme a Stati Uniti e Israele che stanno permettendo a questa fascia di età di accedere alle vaccinazioni gratuitamente, grazie al Sistema Sanitario Italiano che è Pubblico e rimane il nostro fiore all’occhiello”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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