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Coronavirus, Gimbe: in una settimana nuovi casi quasi raddoppiati

Praticamente un raddoppio. In una sola settimana, dal 19 al 25 agosto, quella segnata da primi rientri dalle vacanze, si è avuta, rispetto alla settimana precedente, una vera impennata dei casi di positività al Sars-Cpv-2, con 3.139 persone in più, passando da 3399 a 6538, quindi un +92,4%, più di 215 ricoverati con sintomi e +8 in terapia intensiva. ovviamente questi numeri sono dovuto anche all’aumento dei casi testati (309.127 vs 180.300). I casi positivi attualmente sono 19.714, la stragrande maggioranza dei quali (il 91,8%) concentrati in 11 Regioni: 29,4% dei casi in Lombardia (5.787); il 33,4% si distribuisce tra Lazio (2.284), Emilia-Romagna (2.189) e Veneto (2.119); un ulteriore 29% tra Campania (1.164), Piemonte (1.142), Toscana (1.039), Sicilia (947), Puglia (548), Sardegna (463) e Liguria (413). I rimanenti 1.619 casi (8,2%) si collocano nelle restanti 7 Regioni e 2 Province autonome con un range che varia dai 13 della Valle d’Aosta ai 342 dell’Abruzzo. In poco più di un mese – sottolinea il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe – i nuovi casi per settimana sono passati da 1.408 a 6.538, con incremento del rapporto positivi sui casi testati da 0,8 a 2,1%. In crescita anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.058 vs 843) e quelli in terapia intensiva (66 vs 58). In dettaglio la settimana ha registrato +40 decessi (+0,1%),+8 in terapia intensiva (+13,8%),+215 ricoverati con sintomi (+25,5%) e +6.538 casi testati (+2,6%), con un aumento di quasi la metà (48,8%) dei tamponi totali con +158.692 tamponi effettuati.

“In soli 7 giorni – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si sfiora il raddoppio dei nuovi casi totali, non solo per l’incremento dell’attività di testing, ma anche per l’aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si conferma il trend in crescita dei pazienti ospedalizzati con sintomi e, in misura minore, di quelli in terapia intensiva. Queste spie rosse, piuttosto che generare inutili allarmismi, devono infondere una comune consapevolezza sull’andamento dell’epidemia nel nostro paese al fine di mantenere alta la guardia, sia da parte delle Istituzioni che devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia da parte dei cittadini chiamati ad attenersi a tutte le misure di sicurezza, senza minimizzazioni di sorta. Nel quadro di una circolazione endemica del virus si assiste ad un aumento progressivo dei focolai con crescita esponenziale dei nuovi casi, siano essi autoctoni, da rientro di italiani andati in vacanza all’estero, o di importazione da stranieri”.

Infatti, da 1.408 nuovi casi riportati nella settimana 15-21 luglio siamo passati a 6.538 nuovi casi della settimana 19-25 agosto, con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,1%. “Questa rapida ascesa nella curva dei contagi – precisa il presidente – inizia a riflettersi gradualmente sull’aumento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva”. Si è infatti invertita la tendenza che dai primi di aprile ha visto la progressiva e imponente riduzione dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, che adesso iniziano lentamente a risalire.

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“Tutti questi numeri – spiega il presidente – non possono essere confrontati con quelli dei primi mesi dell’epidemia perché le dinamiche epidemiologiche sono completamente diverse. Dello tsunami che si è abbattuto sul nostro Paese non abbiamo mai conosciuto la fase iniziale: il coronavirus circolava insidiosamente sottotraccia con migliaia di asintomatici che infettavano senza saperlo parenti, amici e colleghi di lavoro. Il lockdown rigoroso e prolungato ha ridotto la mortalità, gli accessi in ospedale e il numero dei nuovi casi, ma dal 3 giugno siamo di fatto “ripartiti dal via””.

“Se è legittimo chiedersi se i numeri attuali sono i segnali di una nuova ondata – conclude Cartabellotta – è ragionevolmente certo che non rivedremo le drammatiche scene di marzo/aprile perché oggi la situazione epidemiologica è attentamente monitorata, il servizio sanitario è ben organizzato e, dunque, non potrà esserci alcun effetto sorpresa. Ma non bisogna concedere ulteriori vantaggi al coronavirus, tanto più che i numeri riflettono sempre comportamenti di 3-4 settimane fa”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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