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CORONAVIRUS: CHI fa attività FISICA e SPORT ha meno RISCHI! Lo CONFERMA un RECENTE STUDIO, i Dettagli

L'attività fisica è importante: riduce il rischio di contrarre il Coronavirus L’attività fisica è importante: riduce il rischio di contrarre il Coronavirus Lo
sport e l’attività fisica in generale non solo sono fondamentali per mantenere
in allenamento corpo e spirito, ma è stata scoperta una stretta
correlazione con il Coronavirus. A quanto pare, potrebbero aiutare a prevenire
le conseguenze più gravi dell’infezione, riducendo di gran lunga i rischi
.

A
dimostrarlo è stato uno studio coordinato dall’Istituto ortopedico Galeazzi
insieme al Policlinico San Donato. La loro ricerca è andata a fondo analizzando
le Tac toraciche di ben 552 pazienti che erano stati ricoverati tra il 21
febbraio e il 30 aprile 2020
, con l’obiettivo di verificare se ci fosse uno stato
di polmonite in corso durante la loro ospedalizzazione. Di
seguito, sono emerse anche le condizioni delle masse
muscolari di ogni paziente.

Da
qui, diversi medici ed esperti si sono posti una domanda: ‘Ritrovarsi un
paziente con una ridotta massa muscolare può essere un elemento predittivo di
conseguenze gravi, se non mortali?

La
risposta è stata data grazie ad una attenta ricerca che ha coinvolto
successivamente, oltre ai due istituti elencati precedentemente, l’Istituto
europeo di oncologia, l’ospedale Maggiore della Carità di Novara, la Poliambulanza
di Brescia e l’ospedale di Cento. Il risultato del lavoro è stato confermato
grazie allo sviluppo di un modello statistico che ha incrociato la misurazione
della massa dei muscoli paravertebrali con i dati fisici e clinici di ciascun
paziente. E quindi, per esempio, età, sesso, estensione della polmonite, valori
degli esami di laboratorio e malattie concomitanti.

I
medici, soddisfatti di questo grande risultato, hanno affermato che lo stato
muscolare deficitario si è dimostrato un forte predittore indipendente, sia per
il ricovero in Terapia intensiva, sia per il decesso. “Significa
che i nostri muscoli possono essere un elemento di fragilità di fronte al
virus. E questi risultati potrebbero essere utili ai colleghi clinici impegnati
nei reparti Covid
”, concludono gli autori dello studio.

Fonte: ilmeteo.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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