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Conte vara la stretta

Filippo Attili

Giuseppe Conte

La firma è arrivata all’alba di oggi, dopo un giorno e una notte di confronto serrato. Giuseppe Conte ha dato il via libera al nuovo dpcm, che sarà in vigore fino al 24 novembre. Bar e ristoranti chiudono alle 18 tutti i giorni, feriali e festivi che siano, ma i ristoranti potranno essere aperti la domenica a pranzo. In un primo momento si prevedeva lo stop totale alle attività come bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie anche in quel giorno. I locali pubblici e aperti al pubblico e gli esercizi commerciali avranno l’obbligo di esporre un cartello che spieghi quante persone sono ammesse contemporaneamente all’interno della struttura.

Stretta sulla cultura: si fermano, infatti, cinema e teatri, centri culturali, sociali e ricreativi. Restano chiuse discoteche e sale da ballo. Serrata anche per casinò, sale scommesse. Un capitolo riguarda il mondo dello sporti: si fermano palestre, piscine, centri benessere e centri termali e natatori. Sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali o di squadra, tranne quelli riconosciuti di interesse nazionale. Stop anche agli sport da contatto.

Stop a parchi divertimento, sì ad aree gioco bimbi. Nel testo definitivo si legge: “Sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento. E’ consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposto in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia”.

Sospese anche le feste dopo i matrimoni.

Una novità riguarda poi la scuola: alle superiori sarà possibile portare la didattica a distanza anche oltre il 75%. Nella bozza circolata ieri era prevista “una quota pari al 75 delle attività” in dad, ma nella versione definitiva l’articolo è stato riscritto prevedendo “una quota pari almeno al 75% delle attività”. Una formula che, di fatto, va incontro alle diverse Regioni che avevano chiesto di portare la Dad al 100%. Quanto alla didattica in presenza viene scritto che occorre modulare “ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.

Si potranno ancora svolgere i concorsi pubblici e privati. Nel testo del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte è infatti saltato il divieto di svolgimento previsto nella bozza. Alla lettera z dell’articolo 1 del testo circolato ieri, infatti, si afferma che ”è sospeso lo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione alla professione…ad esclusione di quelle per il personale sanitario e della protezione civile…fatte salve le procedure in corso”.

La versione definitiva del Dpcm “raccomanda fortemente” di “non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Rispetto all’ultima bozza, tuttavia, salta la specifica secondo cui era raccomandato di non spostarsi “dal Comune di residenza, domicilio o abitazione”.

Il punto, nel corso delle riunioni di ieri, era stato tra i più discussi anche perché nel governo circolava l’ipotesi del divieto di spostamenti tra le Regioni. Divieto che, nel testo firmato da Conte, non viene introdotto.

Alle 13:30, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare le nuove misure.

Restano gli obblighi che riguardano il distanziamento e le mascherine.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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