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Conte e Grillo, il grande ritorno – E i sondaggi fanno volare il MoVimento

Che il vento stia cambiando per il MoVimento Cinque Stelle è testimoniato già dal fatto che questo comizio si faccia: un lunedì mattina di fine estate, alle 10,30 (poi vabbè ci sono i classici tre quarti d’ora accademici contiani, ma ci sta, fa parte dei rituali della campagna elettorale), al mercato di piazza Palermo, uno dei più popolari e contemporaneamente borghesi di Genova, punto di incontro fra Albaro, il quartiere più chic, e la Foce, uno dei quartieri più pop.

Il Conte al mercato di Genova

Eppure, nonostante l’ora, o forse proprio per l’ora, una di quelle di maggiore afflusso di casalinghe e pensionati al mercato, il viaggio fra le bancarelle e il comizio finale si giardinetti della piazza di Giuseppe Conte sono un trionfo. A partire da un fatto: esattamente come è capitato a Giorgia Meloni, al Porto Antico di Genova e un po’ in tutta Italia, il pubblico della piazza è vero, reale, in carne ed ossa, non truppe cammellate portate dai partiti. Parla di “sondaggi riservati” che danno il MoVimento in forte e continua crescita, l’ex presidente del Consiglio, ma già l’esistenza stessa di questo comizio è la prova di qualcosa di simile. Perché, come dicevamo e come abbiamo scritto anche nei giorni scorsi su Tiscalinews, non doveva proprio esserci, i collegi uninominali genovesi – pur vinti entrambi nella scorsa legislatura – erano dati per persi e Beppe Grillo era lontanissimo. Da Conte e dalla campagna elettorale.
E invece.

La foto sul profilo di Beppe Grillo

Invece, quasi contemporaneamente al comizio di Conte, sul profilo di Beppe Grillo, che praticamente da una settimana non pubblicava nulla di direttamente relativo o riconducibile alla campagna elettorale, appare una foto del fondatore e dell’ex premier di spalle, insieme, con la collina di sant’Ilario alle spalle e il mare di fronte e un riferimento al prossimo appuntamento pentastellato, “Verso il 2050!” e l’hastag della campagna elettorale del MoVimento: “#dallapartegiusta”.
Ma, contemporaneamente, anche Giuseppe Conte pubblica la stessa fotografia sui suoi social, con l’immagine di Grillo che mostra l’orizzonte a Conte: “A Genova ne approfitto per un rapido saluto a Beppe. Con cuore e coraggio sempre #dalla parte giusta”. Il resto, viene di conseguenza. Il leader del MoVimento gira fra i banchi del mercato ed è un bagno di folla, soprattutto femminile, con “le Bimbe di Conte” scatenate: “Presidente sei bellissimo”, “Gli ho sfiorato la mano”, “L’ho salutato e mi ha sorriso”, “L’ho baciato”, in un klimax che, nei sogni delle signore, milf e gilf, contemplerebbe anche siparietti più hard.

L’ex premier canta “Bella ciao”

Lui ha un sorriso e una condiscendenza con tutti: canta “Bella ciao” in mezzo alla gente per rispondere a Laura Pausini (“è sbagliato dire che è una canzone divisiva. E’ un fondamento della reazione alla dittatura fascista, una canzone di tutti e per tutti coloro che si riconoscono nello spirito autenticamente democratico e antifascista della Costituzione”) , si ferma ai banchi alimentari commentando l’aumento degli alimentari e a quelli delle cianfrusaglie di fabbricazione cinese, tutto a un euro, esprimendo solidarietà “per l’aumento delle materie prime sui prodotti di qualità”. Insomma, Giuseppe sa essere concavo e convesso, piacione se ce n’è uno ed è il segreto del suo successo. Ed è proprio un altro mondo rispetto all’ultima volta che venne qua per le comunali, in centro storico in piazza Banchi e si sentiva aria di sconfitta anche dal palco. In tanti dei presenti, è chiarissimo, sono orfani del suo governo e del periodo pandemico, come dimostra l’altissima percentuale di mascherine indossate, nonostante siamo all’aperto.

I veri nemici 

In piazza con lui ci sono i suoi dioscuri genovesi, il capogruppo in Comune Luca Pirondini, l’ex sottosegretario ai Trasporti del Conte due Roberto Traversi, Fabio Ceraudo e Stefano Giordano, ma gli occhi e i cuori sono tutti per Giuseppe: “Lui e i suoi non hanno mai rubato. Finalmente ci siamo liberati del Pd. E la Meloni che vuol togliere i diritti?”. Ma sono quasi punturine, schiaffetti simili a carezze dialettiche, rispetto ai veri nemici del giorno che sono innanzitutto Matteo Renzi e Carlo Calenda. Renzi aveva duramente attaccato Conte a poche centinaia di metri da qui, all’Acquario sabato pomeriggio: “Ti devi vergognare Giuseppe Conte pensando che qualcuno possa picchiarmi. E’ incredibile questo modo di fare che inneggia alla violenza, Conte sei un mezzo uomo, abbi il coraggio di fare un confronto civile sui temi, questo è un linguaggio da mafioso della politica Tre ore fa Palermo Conte ha detto ‘Renzi venga senza scorta a Palermo a dire che vuol togliere il reddito di cittadinanza’, cosa stai facendo Giuseppe Conte? Stai minacciando la violenza fisica. Quando uno dice andiamo a fare la campagna elettorale e portiamo tutti quelli con il reddito di cittadinanza usa un linguaggio clientelare, è voto di scambio”.

La polemica con Renzi

Insomma, il clima è torrido dopo le accuse di Renzi e il suo successore a Palazzo Chigi ricambia con gli interessi: “Un personaggetto come Renzi non si riempisse la bocca di attacchi a persone integerrime come Scarpinato”, e ancora: “Lui e Calenda parlano di Draghi che ha detto, lui, non io, che non è disponibile a tornare a Palazzo Chigi. E allora, se non hai nessuna idea, perché ti presenti alle elezioni? Solo perché Confindustria ti ha scritto qualche dossier?”.
E poi ce n’è ovviamente per Luigi Di Maio, evocato, non benevolmente, dalla piazza, liquidato prima con una battuta (“Giuda la storia l’ha condannato da solo”) e poi con il racconto del nuovo corso: “Ci siamo liberati di alcuni personaggi che non condividevano più la nostra strada e li abbiamo sostituiti con grandi magistrati od ex magistrati come Scarpinato e Cafiero de Raho o tecnici come Livio De Santoli, il prorettore della Sapienza, eccellenza assoluta nello studio dell’energia, per indicare soluzioni concrete, a partire dalle comunità energetiche generalizzate, con ogni italiano produttore della sua energia e bollette tagliate del 40 per cento”.

La rimonta del MoVimento

Il resto è un omaggio a Genova (“una città con cui ho un rapporto forte, nato col dramma del Morandi”), la risposta a chi gli urla “Presidente, solo lei ci può salvare”, grido risuonato spesso nei tre giorni in Sicilia “e a cui io ho risposto che ci si salva solo insieme”. E poi ovviamente la difesa del reddito e dei nove punti “consegnati a Draghi e rimasti lettera morta”. “Noi vogliamo giustizia sociale e non assistenzialismo, contratti di lavoro a tempo indeterminato, abbattere il cuneo fiscale, correggere il reddito di cittadinanza, ma solo sul lato delle politiche del lavoro per aiutare i giovani a trovarlo e anche le 35 ore di lavoro settimanali a parità di stipendio”, vecchio sogno bertinottiano del 1996. Insomma, c’è un po’ di tutto in questo nuovo Conte di lotta, ma anche un po’ di governo, rivoluzionario, ma anche un po’ borghese, elegante, ma anche un po’ descamisado: “Neppure io sospettavo una rimonta simile, ora sono tutti preoccupati per i dati che ci danno in grande ascesa”. Il bacino a cui guarda l’ex premier è quello dell’astensione. Serbatoio ricchissimo.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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