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Contatti Renzi-Brugnaro ma federazione Iv-Ci ancora in stand by

I contatti vanno avanti. L’ultimo tra Matteo Renzi e Luigi Brugnaro risalirebbe a ieri, apprende l’Adnkronos. C’è chi dice che si siano visti, con la scusa dello scambio di auguri di fine anno, e chi, invece, assicura si sono sentiti solo al telefono. Tuttavia la federazione tra Italia Viva e Coraggio Italia, primo passo verso un nuovo contenitore politico moderato di stampo centrista a livello parlamentare, ancora non decolla. Il progetto nato anche in chiave Quirinale mettendo sul tavolo un corposo pacchetto di circa 80 ‘grandi elettori’ al momento, si riferisce, è ancora in stand by.

Diverse le questioni su cui ancora non c’è intesa. Si racconta, ad esempio, di un confronto aperto sui possibili capigruppo della formazione con Iv che tutela la presidenza del gruppo alla Camera di Maria Elena Boschi. Ma non solo. Proprio sulla stessa partita del Quirinale ci sarebbero distanze. Oggi Brugnaro, ospite di ‘Adnkronos Live’ si è speso ancora una volta per Mario Draghi al Colle ma, se l’operazione non dovesse decollare, per il sindaco di Venezia l’opzione B resta Silvio Berlusconi.

Se l’ipotesi Draghi dovesse sfumare, ha detto Brugnaro, “a quel punto il centrodestra si presenterà alla quarta votazione compatto e noi, come ho già detto, voteremo Berlusconi, che è un candidato di parte, ma comunque credibile e agibile”. Un’opzione che invece non è sostenibile da Italia Viva, assicurano in ambienti renziani. Del resto, osservano le stesse fonti, i gruppi di Iv non solo tengono, ma sarebbero in arrivo anche altre adesioni, oltre alle recenti due ultime dal gruppo Misto.

Brugnaro da parte sua ribadisce la volontà di un progetto comune: “Io ho sempre stimato Renzi e ho anche votato a favore del referendum sui cui lui ha ammesso di aver sbagliato a personalizzarlo. Ci sono le basi per allargare, sicuramente anche in termini di ragionamenti operativi e tecnici”. Un progetto che andrebbe oltre gli equilibri parlamentari: “Io sono un sognatore -ha spiegato Brugnaro- ma non sogno alchimie parlamentari, sogno, invece, un’area, quella del lavoro innanzitutto, un’area formata da tutte quelle persone che vengono dal mondo civico o sono rimaste deluse dalla politica, dalle promesse fatte e mai realizzate che vogliono una stagione delle riforme”.

Insomma no a una riedizione della Margherita di rutelliana memoria, che vada da Italia Viva ad Azione e Clemente Mastella, a cui invece allude Giovanni Toti. Anche perché – è la convinzione del sindaco di Venezia- Calenda non sarebbe interessato: “Penso che Carlo voglia restare a sinistra”. In particolare, Coraggio Italia, raccontano, avrebbe fatto presente ai renziani che ogni sinergia e forma di coordinamento vada fatta preservando l’autonomia e l’identità dei gruppi.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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