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«Contagi, il picco sarà a Natale». Zona gialla, il Nordest a rischio

Le prime Regioni gialle saranno ad Est. «Con i numeri attuali è ragionevole aspettarsi il raggiungimento del plateau a quota 15mila casi giornalieri attorno a Natale. Questo non significa che avremo per forza gran parte delle Regioni in giallo, perché il sistema dei colori è molto legato ai ricoveri. Se saremo rapidi con le terze dosi, potremo sopportare anche un numero di casi così alto», osserva il professor Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene generale e Medicina preventiva all’Università degli Studi di Milano. Sul picco dei contagi, a cui segue di solito una fase di stabilizzazione – il famoso plateau – c’è molta prudenza, perché l’andamento dell’epidemia in questa fase è differente da quello delle precedenti ondate. È quasi a singhiozzo, irregolare.

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Variabilità

Osserva il professor Giovanni Sebastiani, matematico del Cnr: «Fino a tre giorni fa si assisteva a un rallentamento della velocità di crescita in Italia. Poi, è iniziata una nuova risalita. C’è una estrema variabilità: nel tempo, perché non c’è una crescita o una decrescita regolare, ma anche dal punto di vista geografico, da luogo a luogo, perché abbiamo aree in cui virus accelera, altre in cui decelera. Lo stesso fenomeno si vede anche in altre Nazioni europee, penso sia dovuto alla forte contagiosità della variante Delta: basta veramente un piccolo focolaio per alimentare numeri alti». Anche analizzando i dati dei contagi di questo fine settimana, emerge l’andamento irregolare della crescita: ieri sono stati registrati 5.822 nuovi casi (23 i decessi, +48 i ricoveri), significa più 28,6 per cento rispetto alla domenica precedente; sabato sono stati il 38,7 per cento in più rispetto a sette giorni prima, venerdì il 26,7. Sintesi: è un andamento altalenante.

Negli ultimi giorni, analizza Sebastiani, le aree in cui c’è stato un aumento dell’incidenza dei nuovi casi superiore al 30 per cento, sono quattro: il Friuli-Venezia Giulia (42 per cento), le Province autonome di Trento (35 per cento) e Bolzano (36 per cento), le Marche (30 per cento) e il Veneto (30 per cento). E poi c’è la Sardegna che ha visto aumentare l’incidenza del 70 per cento in una settimana, ma con numeri molto bassi. Bene il Lazio, in cui l’incidenza è salita solo del 10 per cento, ma con grandi differenze tra le province («ad esempio Frosinone ha una forte accelerazione, mentre Rieti ha una incidenza alta», osserva il professor Sebastiani). «Non a caso – aggiunge l’esperto del Cnr – tutte le Regioni con una crescita più sostenuta sono nella parte orientale dell’Italia, se si esclude la Sardegna. L’alta incidenza dei Paesi dell’Est mi preoccupa». 

Con i dati attuali quali sono le regioni maggiormente a rischio di passaggio in zona gialla? Va sempre ricordato che avviene, con una incidenza superiore ai 50 casi ogni 100mila abitanti se le terapie intensive hanno un tasso di occupazione più alto del 10 per cento e le aree mediche del 15 per cento. Le regioni Sono il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano. Anche il Veneto è sotto osservazione, il governatore Zaia nei giorni scorsi si è detto preoccupato e ha chiesto prudenza, anche se per ora il tasso di riempimento degli ospedali è sotto controllo. Da monitorare le Marche perché le terapie intensive sono già all’11 per cento (aree mediche al 7).

Linea

Avremo un Natale di restrizioni? Il leader del Dem, Enrico Letta, è convinto di no: «Rivendico la scelta del Pd di mantenere alta l’attenzione sul Covid 19. Abbiamo visto cosa succede in Austria, Germania, Gran Bretagna. L’Italia ha fatto le scelte giuste, deve continuare così per avere sicurezza e libertà. Il rigore sul Green pass consentirà di evitare nuovi lockdown. La linea del governo Draghi comparata con gli altri Paesi europei è premiata. Dove si è stati meno rigorosi oggi si ragiona di nuove chiusure. Eviteremo l’impatto negativo della quarta ondata con vaccinazioni estese, terza dose, Green pass. Se necessario il governo proporrà la proroga dello stato di emergenza. E noi l’appoggeremo. Le regole consentono la libertà: della nostra vita privata, di divertirci, tornare al cinema, andare al lavoro. Secondo gli esperti potremo limitare i danni, se saremo rapidi con le terze dosi». Anche secondo gli scienziati le prossime festività natalizie saranno migliori di quelle di un anno fa. Spiega il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico: «Sarà un Natale certamente connotato da maggior socialità rispetto a quella dell’anno scorso e questo grazie alla migliore situazione italiana. In termini di vaccinazione cinque punti sopra la Germania e tre punti e mezzo rispetto alla Francia. La strada maestra è questa e dobbiamo continuare a cercare di convincere ancora chi è restio, riluttante o resistente. Lo scorso anno il 5 novembre c’erano 445 decessi contro i 51 di quest’anno nella stessa data, 15,7 per cento di positività contro l’1,2 di quest’anno, 25.647 ospedalizzati contro 3.519».

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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