Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Congelamento motori: “rete di sicurezza”, non BOP

La tanto attesa decisione sulla gestione delle power unit a partire dal 2022 è arrivata, sorridendo alle richieste messe in campo da Honda. Il congelamento dei motori è stato infatti confermato: le attuali power unit non saranno più sviluppate, in attesa di passare alle nuove tipologie di propulsori, il cui utilizzo è stato confermato a partire dal 2025. Questa decisione evita l’aggravio ai costruttori di dover sviluppare parallelamente due motori, favorisce una riduzione dei costi e al tempo stesso impedisce ad un eventuale nuovo motorista che voglia scendere il campo nel 2025 un vantaggio competitivo. In caso di mancato congelamento infatti un ‘nuovo arrivato’ avrebbe potuto concentrarsi solo sui nuovi motori mentre gli altri costruttori erano alle prese con la generazione attuale.

Ufficiale: motori congelati dal 2022, Sprint Race da mettere a punto

L’altro grande tema in discussione è quello del Balance of Performance. Utilizzato nel WEC, il solo nominarlo aveva fatto storcere il naso ad alcuni puristi del Circus. La cosa su cui team, Federazione ed F1 concordano è la necessità di arrivare ad un livellamento di prestazioni. Non si vuole tuttavia mandare il messaggio all’esterno che si tratti di un Balance. L’idea, nelle intenzioni, sarebbe infatti più sofisticata – come riporta il sito tedesco Auto Motor und Sport. Si punta infatti a creare una sorta di “rete di sicurezza” entra la quale ogni power unit deve rientrare. Se un costruttore dovesse perdere più del 2% delle prestazioni rispetto al migliore della categoria, verrebbe fatto rientrare nuovamente in questa finestra.

Congelamento motori, un sì che piace a Marko

L’obiettivo sarebbe quello di evitare la presenza di uno o più motori nettamente meno competitivi, piuttosto che spingere qualcuno alla vittoria. Come far rientrare i propulsori entro questo 2% è però un altro argomento da discutere per i team. L’idea non è di concedere sviluppo ‘extra’ a chi si trova più indietro, ma di intervenire sulla portata della benzina. La Federazione monitorerà i motori, così da capire chi effettivamente sia in difficoltà. Il congelamento avverrà ad inizio 2022, quando i motoristi dovranno adattare la power uniti 2021 al nuovo carburante E10. Honda dunque, prima dell’addio, svilupperà per Red Bull ancora la PU adattandola al regolamento.

Fonte: formulapassion.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *