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Condizionatori, stretta sui consumi. Il governo vola in Congo ed Angola per ridurre la dipendenza da Mosca

La necessità di firmare contratti in fretta per evitare che i clienti asiatici, in testa la Cina, arrivino per primi innescando un ulteriore rincaro dei prezzi è evidente da alcuni mesi. La difficoltà di avere forniture puntuali anche per la complessità dell’estrazione di gas naturale liquefatto soprattutto in Angola, dove però Eni lavora da diverso tempo e conta di aumentare i prelievi sviluppando due campi, di Quiluma e Maboqueiro, che avrebbero riserve per 42 miliardi di metri cubi all’anno.

L’imperativo di diversificare gli approvvigionamenti di metano smontando progressivamente la dipendenza da Mosca che, al momento, fornisce all’Italia il 38% del suo fabbisogno. Ma soprattutto l’obbligo di cominciare a razionare i consumi di uffici ed abitazioni. Perché coprire per intero, da subito, le forniture russe non è praticabile. Se però l’Europa dovesse adottare la linea più dura procedendo all’embargo del metano, il piano nazionale è quello di limitare i consumi, pompando le riserve attuali nella stagione estiva per non trovarsi scoperti in inverno quando il metano serve per alimentare le centrali termiche degli edifici necessarie per i riscaldamenti.


Così da maggio il governo dà il via all’«operazione termostato». Un emendamento al decreto Bollette prevede in tutti gli uffici pubblici — al netto di ospedali e case di cura — di tenere i condizionatori a non meno di 27 gradi con una tolleranza massima di due (dunque 25 gradi). In inverno invece i riscaldamenti dovranno rispettare il limite di 19 gradi, con una tolleranza fino a 21. L’obiettivo è ridurre i consumi di metano per 4 miliardi di metri cubi all’anno.

Oggi il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e il collega agli Esteri, Luigi Di Maio, voleranno prima in Angola e poi in Congo dove incontreranno i ministri omologhi. In Angola è prevista la firma di una dichiarazione di intenti che, per conto di Eni (per questo in missione ci sarà anche l’amministratore delegato Claudio Descalzi) prevede nuova capacità di liquefazione del gas realisticamente attorno agli 1,5 miliardi di metri cubi all’anno dal 2023. Eni ha una quota, del 13,6%, di Angola Lng la cui capacità di liquefazione è pari a 5,25 milioni di tonnellate all’anno. E fa parte di un altro consorzio con un nuovo progetto di estrazione. In Congo le forniture sarebbero tarate attorno ai 5 miliardi di metri cubi ma dal secondo trimestre 2023. Ieri mattina il presidente del Consiglio, Mario Draghi, fermo in Umbria a causa del Covid, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica del Congo, Dénis Sassou N’Guesso.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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