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Concorsi pubblici, patto con Linkedin per attirare i talenti: portale unico del reclutamento per tutta la Pa

Non ci sarà solo un «modello Linkedin» per le assunzioni nella Pubblica amministrazione, come lo aveva definito il ministro Renato Brunetta. Ma ci sarà una vera e propria partnership tra il nuovo portale per il reclutamento, che il governo sta mettendo a punto, e la piattaforma social di proprietà di Microsoft e che in Italia conta oltre 14 milioni di iscritti. I contatti tra governo e Linkedin sono in corso, ma l’accordo dovrebbe essere finalizzato a breve. Il primo passaggio sarà il rilascio del «portale del reclutamento», la piattaforma della Pubblica amministrazione sulla quale saranno caricati tutti i concorsi pubblici e nei quali, chiunque voglia partecipare ad un bando, dovrà registrarsi e inserire il proprio curriculum.

I TEMPI – Il rilascio delle prime funzionalità di questa piattaforma avverrà il mese prossimo, ma ci vorrà ancora un po’ prima che sia pienamente a regime. L’intenzione è che sia pienamente operativa entro il 2023 con il passaggio al cloud della Pubblica amministrazione. Il portale permetterà l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro nel pubblico. Da lì dovranno passare tutte le selezioni che, tra l’altro, saranno geolocalizzate. L’accordo con Linkedin, invece, servirà a fare da cassa di risonanza a tutti i bandi pubblici in modo da raggiungere, con degli alert specifici, i profili del social network che rispondono a quelli del bando. Per esempio, se una data amministrazione pubblica cerca un ingegnere con determinate caratteristiche, tutti i profili registrati su Linkedin che rispondono a quelle stesse caratteristiche, riceveranno un avviso della selezione pubblica. A quel punto, se vorranno, potranno registrarsi sul «portale del reclutamento» del Dipartimento della Funzione pubblica e partecipare alle selezioni.

IL MODELLO – In questo modo, in teoria, i bandi pubblici potrebbero persino raggiungere esperti al di fuori dei confini italiani nella Comunità europea che potrebbero decidere di partecipare alle selezioni (sempre che siano in grado di sostenere un concorso in lingua italiana). Ieri intanto è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per il reclutamento nella Pubblica amministrazione approvato la settimana scorsa. Il provvedimento spiega che il portale del reclutamento dovrà prevedere (probabilmente sin dalla nascita) due apposite sezioni per reclutare i profili «ad alta specializzazione» previsti per le assunzioni a tempo del Recovery Plan, e quella per il reclutamento dei «professionisti».

LE SELEZIONI – Nella prima sezione potranno iscriversi per partecipare alle selezioni, soltanto i candidati che hanno un dottorato di ricerca oppure hanno un’esperienza di almeno due anni in un organismo della Commissione europea. Nella seconda sezione potranno invece, iscriversi soltanto gli iscritti agli albi professionali (architetti, ingegneri, avvocati) da almeno 5 anni. Il ministero starebbe anche per siglare degli accordi diretti con gli ordini professionali per questi specifici profili. Un’altra novità, invece, è in arrivo per la formazione del personale della Pubblica amministrazione. Il ministero starebbe lavorando ad un accordo con Unitelma, l’università telematica della Sapienza, una delle undici università telematiche autorizzate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca a rilasciare titoli di studio aventi valore legale. La convenzione servirebbe a permettere a tutti gli statali che desiderano conseguire una laurea, di potersi iscrivere e seguire dei corsi ad hoc. 

Giovedì 10 Giugno 2021, 21:42

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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