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Concerto Primo Maggio, Fedez attacca la Lega sul Ddl Zan: «Che brutta storia»

Fedez arriva al Concerto del Primo Maggio 2021 e le canta e le suona ai politici, al termine del suo passaggio con le hit “Problemi con tutti”, “Bimbi per strada” e “Bella storia”. E non solo: tira in ballo pure il Vaticano. 

L’intervento del rapper milanese aveva fatto già discutere prima del suo passaggio sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, che quest’anno ha ospitato la manifestazione, orfana di piazza San Giovanni: nelle ore precedenti la sua esibizione l’ex giudice di “X Factor” aveva fatto sapere suo social di essere stato invitato dai vertici di Rai3 a rivedere i contenuti dell’intervento («Alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente»). In diretta non si è risparmiato. Ha chiamato per nome (e per cognome) i diretti interessati. 

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A partire da Mario, che fa inevitabilmente pensare al premier Draghi: «Io capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamo che il numero dei lavoratori del calcio e il numero dei lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi non dico di spendere qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni 40 e mai modificate sino ad oggi. Quindi caro Mario, come si è esposto nel merito della SuperLega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento sul mondo della cultura italiana». 

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Fedez ha poi attaccato il senatore leghista Ostellari: «Ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che è già stato approvato alla Camera, come il ddl Zan, può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo. Cioè sé stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua lotta all’uguaglianza».  

Il rapper ha poi aggiunto: «Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan, e allora vediamole queste priorità: il Senato non ha avuto tempo per il ddl ZAN perché doveva discutere l’Etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano e per non farsi mancare nulla il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti, e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. Ma a proposito di diritto alla vita, il presidente dell’associazione Pro-vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe amicone del leghista Pillon in questi mesi è stato la prima voce a sollevarsi contro il ddl zan. L’antiabortista non si è accorto però che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo». 

«Quindi cari antiabortisti, caro Pillon, purtroppo avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori, e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia», ha detto infine Fedez, a chiusura del suo intervento.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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