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Come ha reagito il mondo dello sport al Covid

Lo sport di base ha risentito molto della pandemia da Covid, per questo molti dirigenti, politici e lavoratori sono corsi ai ripari. Il mondo dello sport è importante sotto molti punti di vista, tra cui quello della salute, dell’economia e della socializzazione. Noi della classe 2A abbiamo deciso di indagare sulla vita sportiva dei ragazzi della nostra scuola, su un campione di 601 alunni, per capire cosa sia cambiato prima, durante e dopo il lockdown. Dalle nostre indagini abbiamo scoperto che prima della pandemia il 78% praticava sport;…

Lo sport di base ha risentito molto della pandemia da Covid, per questo molti dirigenti, politici e lavoratori sono corsi ai ripari. Il mondo dello sport è importante sotto molti punti di vista, tra cui quello della salute, dell’economia e della socializzazione. Noi della classe 2A abbiamo deciso di indagare sulla vita sportiva dei ragazzi della nostra scuola, su un campione di 601 alunni, per capire cosa sia cambiato prima, durante e dopo il lockdown.

Dalle nostre indagini abbiamo scoperto che prima della pandemia il 78% praticava sport; durante il lockdown il 56% dei ragazzi non ha praticato sport. Finito il lockdown, solo il 44% ha ripreso abitualmente: un dato preoccupante, se pensiamo a quali siano gli effetti positivi dello sport. Dopo aver svolto l’indagine e interpretato i dati, abbiamo intervistato alcune realtà del territorio per capire quali siano state le conseguenze della pandemia sullo sport dilettantistico. Abbiamo intervistato il direttore sportivo della Polisportiva “Santa Maria”, Giuseppe Conti, che ci ha parlato della società e di come abbiano attraversato, e stiano ancora attraversando, questa fase di pandemia. La Polisportiva Santa Maria è una società sportiva dilettantistica che si occupa di diffondere la cultura calcistica a tutte le età: è attiva a Empoli e conta circa 500 tesserati.

La pandemia è stata affrontata in diversi momenti: da marzo a giugno, c’è stata la chiusura generale, mentre da luglio a oggi, con la divisione in colori delle zone di rischio, la Polisportiva ha ripreso le attività, nonostante le difficoltà. Come tutte le società sportive ha dovuto seguire le indicazioni contenute nei Dpcm, cambiando la propria fisionomia per salvaguardare gli atleti: ha scaglionato ingressi e uscite, ha applicato cartelli segnaletici, ha riorganizzato gli spogliatoi. Durante la seconda ondata la Toscana si è adeguata alle indicazioni del DPCM del 3112020, vietando l’uso degli spogliatoi. Questo ha significato una riduzione degli allenamenti, legati anche alle condizioni meteorologiche, per evitare giornate di freddo e pioggia tali da far ammalare gli atleti. Per quanto riguarda le conseguenze sugli aspetti fisici e mentali, Conti ci ha detto che molti degli atleti, durante il lockdown, avevano perso la loro forma fisica e, mentalmente, avevano sofferto molto lo stare chiusi in casa. Questo periodo è stato duro anche sul piano economico, ed è stato attraversato grazie agli aiuti dello Stato, del Comune e grazie a un dialogo con le famiglie degli atleti. Lo Stato ha contribuito economicamente con il “Decreto Ristori”, il Comune ha garantito incentivi economici e con le famiglie è stata decisa la quota di iscrizione, in modo da consentire a tutti di continuare a fare sport.

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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