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Come funziona il taglio del peso negli sport da combattimento

Quali sono le strategie dietetiche per gli sport da combattimento: perdita di peso acuta, recupero e nutrizione per la competizione.

Giacomo Astrua – Noritura

Negli sport da combattimento vi è una separazione degli atleti per categorie di peso, nel tentativo di ridurre la differenza di dimensioni, di forza, di portata, e/o di sfruttare le disparità tra i concorrenti. Le pesate ufficiali vengono effettuate da 3 a 24 ore prima della competizione, assicurando che gli atleti soddisfino i requisiti di peso. I combattenti mirano comunemente a competere in divisioni di peso inferiori al loro peso quotidiano, ottenuto tramite modifiche più o meno repentine della massa corporea. Sebbene il loro uso strategico possa migliorare il successo competitivo, queste manipolazioni possono compromettere la salute e le prestazioni assolute.

La riduzione rapida del peso

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Fondamentali, quindi, sono le tecniche utilizzate per la riduzione rapida del peso corporeo che differiscono per entità e metodi a seconda dei requisiti del singolo sport da combattimento e delle normative sul peso. In particolare, il tempo disponibile per il recupero del peso dopo la pesata ufficiale, prima della competizione, determinerà quale grado di perdita di massa corporea possa essere implementato e invertito. Se portate all’estremo, le pratiche severe di riduzione o aumento o del peso possono essere pericolose e sono stati presi provvedimenti per ridurne gli episodi. In molti casi, si è tentato di abolire del tutto queste pratiche.

Gli sport da combattimento dal punto di vista metabolico

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Durante gli sport da combattimento vengono utilizzati tutti e tre i principali sistemi energetici: fosfocreatina (anaerobico), lattato (anaerobico) e fosforilazione ossidativa (aerobico). A seconda della durata e dell’intensità dello sforzo, il corpo sfrutta una differente combinazione dei tre diversi sistemi. Gli sport da combattimento rappresentano quindi una attività ibrida aerobica-anaerobica, con forte coinvolgimento della componente anaerobica lattacida durante gli allenamenti più estesi e impegnativi.

Tecniche utilizzate per il taglio del peso

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Nel pugilato professionistico generalmente il taglio del peso non supera i 9-10 kg, maggiore è nelle arti marziali miste e nella lotta olimpica, dove atleti d’élite possono arrivare al fatidico giorno del peso anche con 14-15 kg in meno. Per la riduzione del peso, le due metodiche principali sono la restrizione calorica (15-20% delle Kcal in meno) e lo scarico di liquidi. Nel caso di dilettanti leggermente in sovrappeso (4-5 kg), una semplice riduzione delle calorie giornaliere e settimanali assunte è più che sufficiente per arrivare ai giusti chili il giorno della gara. Per i professionisti il più delle volte si sceglie un abbinamento delle due strategie. A seconda dei chili da eliminare, alcune settimane prima del match si inizia piano piano a ridurre l’introito calorico (non andando mai oltre al 20% circa del fabbisogno giornaliero).

Scarico di liquidi

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Riguardo all’acqua, è da essa che dipende la maggior parte della perdita di peso, quindi, se ritenuto necessario, in parallelo alla parziale riduzione dei liquidi assunti (tra gli 0,5 e i 2 litri al giorno), verranno effettuate saune, allenamenti (aerobici e non) con felpe o k-way in modo da aumentare la sudorazione. Tramite il colore delle urine è possibile valutare lo stato di salute dell’atleta durante il processo di disidratazione. Se queste sono troppo scure allora è meglio interrompere o temporeggiare aumentando i litri di acqua giornalieri, valutare se eliminare le saune, diminuire gli allenamenti ecc.

Scesi dalla bilancia

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Una volta effettuata l’ultima pesata gli atleti potranno tornare a bere normalmente (andando anche “a sensazione”) e a mangiare in modo utile alla competizione, prediligendo come macronutrienti i carboidrati, limitando le fibre e ingerendo il giusto quantitativo di proteine e pochi grassi. In questo modo, in tempi relativamente brevi, le scorte di glicogeno muscolare verranno ripristinate, insieme a buona parte dell’acqua precedentemente persa, e se si presentasse una qualche carenza, si potranno assumere dei supplementi (es. vitamina C).

Il calo della performance e i rischi per la salute

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Il “weight cutting” in sé, è senza dubbio una pratica non particolarmente salutare. Se si eccede e si supera il limite di un determinato atleta, non si va incontro a un banale calo prestativo ma a cali di forza, svenimenti, infortuni di vario genere (indebolimento delle strutture articolari), e nei casi peggiori, la morte. Per questo è fondamentale non affidarsi al caso ma essere seguiti passo passo da un team di esperti che cercherà di garantire una buona salute dell’atleta e in parallelo garantirà performance di elevato livello. È comunque possibile avere una perdita di peso corporeo in vista di un match senza l’utilizzo di digiuni o disidratazioni pre-gara, con un’alimentazione lievemente ipocalorica ma alta in proteine per preservare la massa muscolare, abbinata ad allenamenti formulati ad hoc. Infatti, con il giusto tempo a disposizione, non tutti se la sentono di correre rischi per la salute, anche fra i professionisti.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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