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Come funziona il protossido di azoto per l’auto

Con il presente articolo cerchiamo di fare chiarezza sul famoso NOS, ovvero il protossido di azoto, che viene usato in campo automobilistico da tempo, per andare ad aumentare quelle che sono le prestazioni del veicolo, in maniera molto evidente.

Il NOS è diventato ancora più noto per quanto riguarda il settore automotive grazie anche ad un film, sembra insolito ma è proprio così, anzi ad una serie cinematografica molto conosciuta, la famosissima saga di “The Fast and The Furious”. Pellicola in cui questo gas molto particolare viene usato per far diventare le auto dei veri e propri bolidi dalle prestazioni eccezionali.

Passiamo però ad alcuni cenni storici, infatti il protossido di azoto, meglio conosciuto come NOS, viene utilizzato sin dalla Seconda Guerra Mondiale. In quell’epoca veniva usato sulle portaerei e serviva in particolare per far decollare tutti i velivoli da combattimento durante il conflitto. Una volta terminata la Guerra, il gas ha iniziato ad essere impiegato principalmente in USA, per aumentare le prestazioni delle auto durante le gare di accelerazione e solo in seguito iniziò l’esportazione del NOS anche verso l’Europa.

È conosciuto anche nel campo della medicina, viene infatti ritenuto un gas esilarante e viene spesso usato per sedare i pazienti per interventi odontoiatrici. In effetti le applicazioni e gli utilizzi del NOS sono molteplici, come abbiamo visto, non viene usato solo nel campo automobilistico, anzi. Funziona molto bene sulle persone anche come narcotico o come aiuto alla sedazione (usato soprattutto negli Stati Uniti). In Italia invece, come anche in molti altri Paesi d’Europa, il protossido di azoto viene studiato con particolare attenzione per quelle che sono le sue applicazioni e le sue funzionalità nell’ambito della combustione e dell’industria dell’auto.

NOS auto: come viene usato per la sovralimentazione del motore

Partiamo da quello che è il principio chimico che sta alla base del funzionamento del protossido di azoto, molto semplice, potremmo definirlo addirittura elementare. Innanzitutto, sappiamo che, prima degli anni Ottanta, quando si voleva avviare il moto di un’auto a benzina che era fermo da diverso tempo, si provava aggiungendo alla miscela di combustione anche dell’aria. Si tratta di un processo di sovralimentazione, la cui logica di base è quella di dare ossigeno alla combustione stessa.

Poi sono arrivati i motori turbo compressi, e quindi questo accorgimento è stato ragionato a livelli differenti. Cosa significa? I turbo compressori hanno aggiunto ulteriori cavalli alle vetture, oltre ad aver ridotto i consumi. È così che i motori si sono evoluti molto rapidamente e in maniera naturale. Oggi come è possibile dare più ossigeno al motore dell’auto in maniera semplice, funzionale ed economica? Utilizzando il processo della sovralimentazione chimica, senza ricorrere ai turbocompressori.

Come funziona il NOS nelle auto

Innanzitutto il nome NOS dato al gas, che in realtà si chiama protossido di azoto, proviene da quello dell’azienda che ha brevettato per la prima volta il sistema di produzione e di stoccaggio di questo gas. La composizione del NOS, come dice la sua stessa formula chimica (N2O), si basa su un atomo di ossigeno e due atomi di azoto. Possiamo dire che l’aria che noi tutti respiriamo e che ovviamente entra normalmente nella camera di combustione dei nostri veicoli a motore, contiene il 20% circa di ossigeno, forse non tutti lo sanno. Utilizzando il protossido di azoto, la quantità di ossigeno che arriva al motore diventa quasi il doppio, il 38% circa. Si fa praticamente una sorta di iniezione, un’integrazione che garantisce molti cavalli in più alla macchina, dal momento che il gas entra in circolo (in particolare quando il motore raggiunge temperature molto elevate).

Qual è la funzionalità del NOS nel motore? Permette di bruciare più carburante, ed è per questo che il motore aumenta di molto la sua potenza e le sue prestazioni. Ma c’è un’altra cosa fondamentale da sapere, questo gas unico ha anche la funzione di inibitore naturale della detonazione.

In commercio esistono dei kit di bombole di protossido di azoto molto efficaci, anche se non economici. Oltre ai vantaggi nelle prestazioni, sono da considerare anche i costi, visto che il consumo di carburante diventa eccessivo, e il fatto che l’auto può diventare molto pericolosa purtroppo, visto che è realizzata con una struttura tale da sopportare la potenza originale e non quella aumentata grazie al NOS.

Fonte: motori.virgilio.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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