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Col coprifuoco basta pubblico negli stadi. Giornata cruciale per palestre e piscine

Stop all’attività non professionistica in Lombardia, il governo potrebbe allinearsi. Il danno sarebbe ingente soprattutto per volley e basket

Oltre diecimila casi in un giorno. Una cifra che fa rumore e che non può lasciare indifferenti. Nella notte si è tenuto un vertice interministeriale per definire le nuove misure nella lotta al Covid e già oggi è atteso il nuovo Dpcm. Tra i temi più delicati c’è quello che coinvolge lo sport dilettantistico. Ieri il governatore Attilio Fontana con un’ordinanza ha deciso di fermare “gli sport di contatto dilettantistici a livello regionale e locale”. Non solo, stop pure “a tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento”. Una linea dura a cui il governo potrebbe allinearsi: si valuta se bloccare totalmente lo sport dilettantistico in tutto il Paese o concedere almeno gli allenamenti in forma singola. In ogni caso gli effetti sarebbero pesantissimi.

stadi e coprifuoco

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Si è poi fatta strada l’ipotesi di un coprifuoco alle 22 o alle 23, ma i ministri sul tema sono ancora divisi. Che cosa accadrebbe allo sport? I campionati professionistici, a partire dal calcio, andrebbero avanti, visto che il provvedimento comprende una deroga per tutti i lavoratori, giocatori compresi. Ma che cosa accadrebbe al pubblico? Di certo non sarebbe più ammesso quello delle gare serali, ma in un’ottica di maggior tutela si sta ragionando anche sull’idea di non permettere l’accesso agli impianti neanche per gli altri match: stop dunque ai mille tifosi in quelli all’aperto e ai tantissimi (qui il numero varia su base regionale) previsti in quelli al chiuso. Se in Serie A il mancato guadagno sarebbe gestibile, per sport come la pallacanestro o il volley si tratterebbe dell’ennesima perdita importante. “Il basket è veramente offeso – afferma il presidente federale Gianni Petrucci -. Qui si apre e si chiude stile porta girevole del grand hotel. Non c’è solo l’aspetto ludico, il nostro è un settore economico e sociale del Paese e chi ci dovrebbe tutelare non lo fa. Le nostre società sono aziende in cui ballano posti di lavoro. Se dovesse saltare l’incasso dei biglietti dovranno fare un ristorno dei soldi mancanti. Se il calcio rischia il default figuratevi gli altri sport… Io dico solo che se ci fosse stato il “vecchio” Coni tutto questo non sarebbe successo”.

le palestre

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C’è poi il capitolo palestre, non toccate dall’ordinanza lombarda. In caso di coprifuoco, quelle aperte fino a tardi saranno ovviamente costrette a fermarsi in anticipo. Ma c’è anche chi più drasticamente sta pensando a una chiusura totale di palestre e piscine, così come era stato nella vecchia fase 2. “I centri sportivi hanno dimostrato di essere in prima linea per la salvaguardia della salute, eppure continua una campagna mediatica che annuncia un’imminente chiusura. Lo sport, rafforzando le nostre difese immunitarie rappresenta un coadiuvante nella lotta al Covid, se condotto in sicurezza nei centri sportivi. L’attività fisica è in grado di prevenire il rischio di tumori del 20-40%, di combattere patologie cardiovascolari, diabete e malattie legate alla sindrome metabolica, tanto che si stima che 3 milioni di persone, ogni anno, potrebbero salvarsi la vita solo facendo sport (dati OMS). In Italia un bambino su tre è obeso o in sovrappeso, e la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno, e di una spesa in termini di costi diretti sanitari di 1,6 miliardi di euro annui (dati OMS). I centri sportivi hanno dimostrato di essere in prima linea per la salvaguardia della salute e della sicurezza, grazie a protocolli di sicurezza validati scientificamente, fermare lo sport sarebbe un fallimento e una perdita per tutti!”, dice Giampaolo Duregon, presidente dell’Anif (Associazione Nazionale Impianti Sportivi e Fitness), un comparto che conta in Italia circa 100.000 impianti tra palestre, piscine e campi.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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