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Chirichella e Bosetti alla Bebe Vio Academy: “Disabili e normodotati insieme, sport allo stato puro”

Le due campionesse di pallavolo si sono allenate (anche a basket in carrozzina) alla  assieme ai ragazzi della Bebe Vio Academy: “Alla fine le diverse fisicità non si notano, conta solo la voglia di lanciarsi nella mischia…”

Valeria Benedetti

Jonel è una forza della natura, aiutandosi con le mani percorre tutto il campo e resiste ai tentativi dei coach di fermarlo, non sta mai fermo ruba la palla dai piedi di Cristina e Caterina che, diciamolo, con i piedi non ci fanno un gran che. “Diciamolo, proprio un disastro – ride Caterina Bosetti – neanche gli scambi di calcetto durante i riscaldamenti faccio mai”. Lei e Cristina Chirichella si muovono sul campo del centro Iseo battendo cinque e provando sport a cui non sono abituate. 

Due campionesse di pallavolo (entrambe alla Igor Novara e in Nazionale) alla Bebe Vio Academy per un pomeriggio di sport inclusivo insieme ai ragazzi che per tutto un anno hanno frequentato le palestre allestite per avviare allo sport insieme disabili e normodotati. Un pomeriggio di sorrisi e divertimento puro come sottolinea Cristina al di là dell’agonismo, o insieme all’agonismo: “E’ una iniziativa fantastica. Vedi che i bambini riescono a divertirsi senza pensare, che gli metti una palla in mano o con una carrozzina. Per loro è uguale e questo è lo sport fatto di stare insieme, comunicare, trovare un modo di fare le cose a prescindere e aiutarsi”.

E anche provare nuovi sport è una sfida per atlete di primo livello così come trovare modi di adattarsi e adattare il proprio corpo, che è un po’ lo spirito della Bebe Vio Academy. Mentre Cristina e Caterina faticano a gestire gli esercizi con i piedi i ragazzi sono già esperti e alla prova della partitella il gioco si fa duro. Volano falli e tenere la palla non è semplice: “E’ sport puro anche come competitività – ride Cristina -, sono uscita un po’ provata. Ho subito qualche fallo e ho anche lanciato per terra una bambina, giuro non l’ho fatto apposta, ma si è rialzata subito e quindi direi che non c’è problema”. E chi lo dice che la sfida alla fisicità è solo dei disabili. Tutti sulla carrozzina per giocare a basket stimolando la coordinazione nel gestire il mezzo e la palla da lanciare, diventa anche un modo per affrontare nuovi limiti personali. 

E i ragazzi dell’Academy sono pronti a dare consigli anche a loro che in questo campo hanno sicuramente meno esperienza. “In effetti – racconta Cristina – è un modo per acquisire nuove abilità, ti trovi a dover inventare soluzioni per movimenti a cui non sei abituata”. Neanche nel sitting volley per loro è così scontato essere favorite: “È difficile muoversi in campo seduti – dice Caterina -, anche battere, colpire la palla, si finisce piene di lividi. In effetti una delle cose più affascinanti di una iniziativa di questo genere è vedere come il corpo si adatta a qualsiasi difficoltà trovando una soluzione. E alla fine le diverse fisicità non si notano, conta solo la voglia di lanciarsi nella mischia”.

L’unica cosa che si nota è la voglia di divertirsi tutti insieme che fa da stimolo per superare ogni ostacolo. “Come ho detto è sport puro dice Cristina -. Ci siamo divertite moltissimo. E’ un esperienza unica giocare con loro. E’ indubbio che affrontare lo sport così ridendo e scherzando spinga i ragazzi a essere felici di provare cose nuove. Hanno integrato subito anche noi. Lividi compresi”. E con tanto divertimento.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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